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Agcom, Scolletta (Ugl): "Motivazioni Calabrò non convincono. Si faccia piena luce"


Agcom, Scolletta (Ugl): 'Motivazioni Calabrò non convincono. Si faccia piena luce'
23/02/2012, 13:02

“Le considerazioni del presidente dell'Authority, Corrado Calabrò, non convincono affatto. Anzi, la replica alla consigliera regionale del Pdl, Bianca D'Angelo, sembra più una giustificazione ‘improvvisata’ alla decisione di aver concentrato gran parte delle attività nella sede secondaria di Roma, senza alcuna legittimazione normativa e esigenza organizzativa, con un evidente aggravio dei costi”.

E’ la replica del segretario nazionale dell’Ugl Authority, Antonio Scolletta, in una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio.

“Siamo costernati – spiega - dalle motivazioni che sono alla base dell’intenzione di trasferire a Roma la sede legale dell’Agcom, attualmente a Napoli nel rispetto della normativa vigente. In particolare contestiamo l’esigenza espressa di una vicinanza agli organi istituzionali e governativi visto che, in quanto ente indipendente, l’Authority dovrebbe utilizzare la sede romana solo nelle occasioni ufficiali. Queste circostanze particolari, infatti, non giustificano di certo un trasferimento in toto e soprattutto costi spropositati che attualmente gravano sugli uffici capitolini”.

“Fino al 2005 – aggiunge il sindacalista - i dipendenti svolgevano i loro compiti esclusivamente nella sede legale di Napoli, senza nessuna particolare esigenza organizzativa che giustificasse trasferimenti. Questo dimostra indiscutibilmente che qualsiasi attività può continuare a essere svolta senza problemi nella città partenopea”.

“Ecco perché – conclude - le considerazioni del presidente Calabrò non convincono affatto, mentre invece sarebbe stato più opportuno valutare con maggiore attenzione i criteri e i costi di gestione degli uffici romani. Quel che appare è che la decisione di trasferire la sede non sia dettata da una reale necessità organizzativa, ma da una logica di pura convenienza. Per questo, auspichiamo di ricevere dei chiarimenti in merito e che ci sia un’assunzione di responsabilità su scelte che giudichiamo davvero inopportune”.

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di Redazione
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