Cronaca / Sangue

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Napoli, babygang assalta tabaccheria arma in pugno

Agente spara ai rapinatori, minorenne in fin di vita

In coma il fratello di Ciro Fontanarosa

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Agente spara ai rapinatori, minorenne in fin di vita
04/01/2011, 11:01

NAPOLI - Un ragazzino ferito ed un altro in fin di vita. Questo il pesantissimo bilancio della rapina che si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri a Napoli, la tabaccheria Aliperta di via Cirillo, nella zona di via Foria. I due rapinatori sono stati colpiti da un agente libero dal servizio che si trovava nei pressi della tabaccheria. Uno è stato raggiunto ad una gamba, non è grave. L'altro, colpito alla testa, è ricoverato in condizioni critiche in ospedale.


I due malviventi, 18 e 17 anni, hanno assaltato l'esercizio commerciale arma in pugno ed hanno sparato contro il rottweiler del proprietario.
I giovani hanno infatti fatto irruzione urlando e ordinando di consegnare il denaro. I loro movimenti bruschi hanno fatto innervosire il cane, che ha cominciato ad abbaiare. A quel punto, forse per dimostrare di fare sul serio, la coppia di banditi ha deciso di sparare sull'animale.

Nei pressi della tabaccheria era presente anche un poliziotto libero dal servizio che, dopo aver udito gli spari, è intervenuto. Si è qualificato, ma il ragazzo armato gli ha puntato contro la pistola. L'arma aveva già sparato, non c'era alcun dubbio che fosse vera. Il poliziotto ha quindi aperto il fuoco contro i due giovanissimi. Il 18enne, Alessandro Diana, è stato ferito ad una gamba ma le sue condizioni non destano preoccupazioni. L'altro ragazzo, 18 anni da compiere a febbraio, è stato trasferito d'urgenza al Loreto Mare, dove si trova attualmente ricoverato in gravi condizioni. I medici non lasciano spazio a speranze: il proiettile lo ha centrato alla testa, è inoperabile. Soltanto un miracolo, a questo punto, potrebbe salvarlo.

Il minorenne, Antonio Fontanarosa, è il fratello di Ciro, ucciso a 16 anni nell'aprile 2009 per essersi rifiutato di affiliarsi ad un clan della camorra, preferendo delinquere in proprio. Anche il padre del ragazzo morì in circostanze tragiche, il 5 gennaio 1999. Sbucò da un foro praticato nel pavimento, nel corso di una rapina ad un ufficio postale di Secondigliano: si trovò di fronte ad un carabiniere, che gli intimò l'alt. Fontanarosa, armato, non si fermò: venne colpito a morte.

Attualmente gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica della sparatoria. Antonio Fontanarosa, infatti, sarebbe stato colpito alla nuca. Circostanza che farebbe pensare che il giovane fosse di spalle quando il poliziotto ha aperto il fuoco. Da accertare, quindi, l'esatta posizione dell'agente e dei due rapinatori e i loro movimenti. L'agente potrebbe aver colpito il 17enne mentre questi si era voltato, forse per fuggire, o nel tentativo di togliersi dalla traiettoria dopo il primo colpo esploso. Per questo motivo saranno fondamentali, per le ricostruzioni, gli esami balistici e le testimonianze dei presenti.

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di Nico Falco
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