Cronaca / Sangue

Commenta Stampa

Ha rischiato di perdere un occhio. Undici casi in un anno

Aggredito gay, nuovo episodio omofobo a Roma


Aggredito gay, nuovo episodio omofobo a Roma
30/05/2010, 09:05

ROMA - Aveva scambiato quattro chiacchiere con gli amici, poi un drink e per finire, un giro nella “Gay Street”. Una serata allegra, insomma. Ma tornando a casa, nella notte tormentata del Colosseo, un giovane romano ha trovato degli aguzzini ad attenderlo: lo hanno riempito di botte, facendogli quasi perdere un occhio. Gli hanno urlato contro “frocio di m…” e frasi di ogni genere. Una vera e propria esecuzione, ordita da 4 ragazzi, tutti tra i 25 e i 30 anni, che adesso potrebbero essere incastrati dalle telecamere presenti nella zona.
Secondo la ricostruzione dell’accaduto fornita dallo stesso giovane, che ha denunciato il fatto all’Arcigay, il gruppetto lo ha seguito fino alla stazione Termini, poi l’ha aggredito. Lui ha avvertito subito il pericolo e ha lanciato l’Sos chiamando al cellulare il suo compagno. Hanno cominciato a prenderlo a pugni. Poi, una volta finito a terra, gli hanno sferrato calci dappertutto e prima di scappare gli hanno rubato il cellulare.
Dopo poco è arrivato il compagno della vittima e un altro amico. Ma l’incubo non era ancora finito. “In via Cavour, uno dei miei due soccorritori ha chiesto dei fazzoletti in un bar per tamponare il sangue, ma loro si sono rifiutati. Nel frattempo io non ero cosciente e il mio sangue colava”, ha spiegato la vittima al suo avvocato Daniele Stoppello. Il ragazzo aggredito - ha spiegato il legale - è stato ricoverato d’urgenza all’Umberto I, riportando diverse ferite, tagli e contusioni al volto e rischiando di perdere l’occhio. “Mi sono sentito la loro cavia”, ha detto oggi il giovane omosessuale ricordando sconvolto quei momenti di paura. “L’unico potere che ho in questo momento è quello di denunciare i miei aggressori. Mi auguro la collaborazione di qualcuno, ma spero che nessuno abbia assistito a quanto è successo, perchè sapere che qualcuno ha visto e non parla mi farebbe ancora più male”.
Solidarietà e sgomento per quanto accaduto da parte di tutto il mondo politico. Prima tra tutte il ministro  per le Pari Opportunità Mara Carfagna, per cui è indispensabile che “chi ha visto, parli. Lo faccia per assicurare alla giustizia una banda di delinquenti e, se non basta, per riparare all’errore di non essere intervenuto ad aiutare un ragazzo vittima di una barbara aggressione”. L’Arcigay di Roma ha lanciato “un appello alle forze dell’ordine affinchè rintraccino i colpevoli di questa aggressione così violenta”, perchè “sono troppi i casi di omofobia irrisolti di cui non sono stati individuati i responsabili”.  Imma Battaglia, presidente di Gay Project, ha chiesto un incontro urgente tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’assessore Umberto Croppi e tutte le realtà associative gay, lesbiche e trans di Roma. “Siamo di fronte ad un ennesimo grave episodio al quale occorre dare una risposta politica concreta in termini di lotta all’omofobi”, ha commentato.
Quella accaduta venerdì è solo l’ultima di un serie interminabile di episodi omofobi: ad agosto dello scorso anno una coppia di ragazzi gay fu aggredita di fronte al Gay Village e uno di loro fu ferito da un colpo di bottiglia rotta sferrato all’addome. L’ultimo episodio risale ad aprile quando un giovane volontario di Arcigay era stato insultato e aggredito da un gruppo di quattro ragazzi a bordo dell’autobus a Trastevere.

Commenta Stampa
di Ornella d'Anna
Riproduzione riservata ©