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Aggressione a Berlusconi: due giorni dopo


Aggressione a Berlusconi: due giorni dopo
15/12/2009, 10:12


ROMA - In un bellissimo film di Federico Fellini, "Amarcord", il padre del protagonista antifascista trattato con olio di ricino dalla locale sezione delle camicie nere, in occasione della visita del Duce viene incarcerato. Sarà liberato quando Lui se ne sarà andato. Me ne sono ricordato sentendo alcune anticipazioni delle misure che il Ministro degli Interni proporrà come risposta alla grave defaliance del servizio di protezione del Presidente del Consiglio che ne ha messo in pericolo la vita. Tra le proposte del Ministro, teorico della "cattiveria" dello Stato verso i migranti ed in generale verso i poveri (i clochards con una sua legge vengono schedati), c'è quello dell'obbligo della firma in Questura per i "manifestanti" giudicati violenti e potenzialmente in grado di arrecare disordini allo svolgimento dei comizi. Non ci vuole molto per intuire chi saranno gli obbligati alla firma: cominceranno dai frequentatori dei Centri Sociali. Dove finiranno non sappiamo. In queste cose si sa da dove si comincia ma non si sa mai dove si finisce. Hitler cominciò dagli ebrei e finì Mafalda di Savoia detenuta e morta in un lager. Temo che la destra stia utilizzando l'aggressione a Berlusconi come momento da utilizzare per vincere le resistenze psicologiche e politiche all'abrogazione dei tratti di libertà, democrazia e civiltà della Costituzione, alla diminuzione dei poteri già assai limitati del Capo dello Stato, all'abolizione della Corte Costituzionale ed all'addomesticamento forzoso della Magistratura con le procure ridotte ad emanazioni del Ministero di Giustizia. La destra non si fermerà a questo ma andrà avanti per abbattere quanto resta dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Ma in questo sarà aiutata da parte dell'opposizione e dei sindacati che finora hanno retto il sacco a tutte le richieste della Confindustria. Considero sbagliato e suicida oltre che moralmente assai riprovevole da parte del PD e della opposizione l'abbandono di Rosy Bindi e Antonio Di Pietro al massacro ed al linciaggio della destra. Gli appelli del Presidente della Repubblica per un abbassamento generale dei toni sui quali formalmente non c'è niente da eccepire non tengono conto che l'aggressione è soltanto di destra e che Berlusconi per primo non vuole un clima sereno. Basti pensare alla esibizione della sua faccia insanguinata che avrebbe dovuto nascondere almeno con un fazzoletto, faccia che continua ad essere nevroticamente esibita dai massmedia con la stessa ossessiva ripetitività con la quale furono mostrate le Torri Gemelli in fiamme. Ma forse alla opposizione ed alla sinistra si chiede di non insistere nella difesa dell'indipendenza della Magistratura e nella denunzia delle gravi degenerazioni e commistioni tra Stato e Mafia che stanno emergendo faticosamente. La sinistra dovrebbe accettare e magari diventare complice degli attacchi ad Ingroa e Scarpinato ed ai magistrati anticorruzione che i giornali della famiglia Berlusconi fanno ogni giorno? Berlusconi si è ricoverato al San Raffaele un Ospedale nelle mani del prelato-manager Don Verzè assai discusso per il suo lungo corso nel campo della sanità italiana. Mi è capitato di leggere qualche tempo fa di un suo progetto, condiviso da Berlusconi, per una clinica dove si studiasse di vivere fino a 120 anni. Una clinica naturalmente per ricconi come sono del resto i "clienti-pazienti" del San Raffaele. Tra parentesi noto che il Capo del Governo avrebbe fatto meglio scegliere un Ospedale Pubblico milanese dal momento che ogni sua scelta ha carattere pubblico ed anche simbolico. Ebbene questo Don Verzè in una intervista si è lasciato andare in dichiarazioni pesanti contro la Costituzione che andrebbe a suo avviso subito riformata. Testualmente ha detto: "Il problema, spiega, "è l'odio. Questo episodio è anche un monito. Il segno che è davvero il tempo di cambiare la Costituzione". Legare la riforma della Costituzione all'aggressione subita da Berlusconi è davvero inquietante. Significa esaltare gli aspetti repressivi e pesanti dello Stato di Polizia. Non so se è stato inflitto a Massimo Tartaglia il TSO. Spero che non faccia la fine del professore Francesco Mastrogiovanni e di altri che ci hanno lasciato la pelle dopo giorni e giorni di tortura.

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di Pietro Ancona
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