Cronaca / Sangue

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Faida interna ai Misso o repulisti dei Lo Russo?

Agguato a Napoli, ucciso ‘’Gennaro il pazzo’’

Maradona giocò per far operare il figlio

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Agguato a Napoli, ucciso ‘’Gennaro il pazzo’’
22/02/2011, 23:02

NAPOLI – Raggiunto dai sicari in una strada isolata, crivellato di proiettili e lasciato in agonia sull’asfalto. E’ morto così Gennaro Quarto, 59 anni, pregiudicato, secondo gli investigatori vicino al clan Misso.
L’uomo, residente in via Loffredi, nei pressi di via Duomo, è stato ucciso in via Giacomo Notar, quartiere Mercato, a ridosso del Corso Malta. Ci era arrivato con uno scooter, forse per un appuntamento con quelli che si sono poi rivelati i suoi carnefici. Il posto, infatti, è una stradina senza uscita, circostanza che orienta le indagini anche verso una probabile imboscata. L’agguato si è verificato intorno alle 18.30, gli assassini hanno voluto infierire esplodendo almeno una decina di proiettili. Volto già noto alle forze dell’ordine, Quarto, detto “Gennaro il pazzo”, secondo gli inquirenti era specializzato in rapine, anche di una certa importanza.
Al momento non c’è chiarezza sul movente. Le ipotesi, tutte ovviamente ancora da verificare, sono principalmente due. Vista la dinamica, che ricorda un agguato di stampo camorristico, resta da definire chi abbia deciso l’esecuzione e per quale motivo. L’omicidio potrebbe inquadrarsi nei contrasti tra l’ex boss di Largo Donnaregina, Giuseppe Misso, e Michelangelo Mazza, il nipote collaboratore di giustizia che accusa lo zio di contatti coi servizi segreti. Un’altra ipotesi, però, tiene banco: ora che i ‘’Capitoni’’ stanno mettendo le mani sul rione Sanità, l’omicidio di Quarto potrebbe essere stato deciso proprio dal clan Lo Russo, per eliminare personaggi scomodi in passato vicini agli ex boss della zona.
In passato la vittima era già assurta agli onori della cronaca più volte. Nel 1984 la malattia del figlio Luca, oggi 26 enne, colpi' la sensibilita' del grande campione argentino Diego Maradona che gioco' una partita di beneficenza per finanziarne un delicato intervento chirurgico. E in una puntata del 2003 di 'C'e' posta per te', la trasmissione di Maria De Filippi, Luca e Maradona si abbracciarono a distanza di circa venti anni. Il padre del ragazzo all'epoca ricordo' che per giocare quella partita di beneficenza, grazie alla quale vennero raccolti 74 milioni di lire, Diego Maradona pago' di tasca propria 12 milioni di lire ai Lloyds di Londra, societa' con la quale era assicurato. ''Avrei voluto ripagare Diego di quella spesa - disse allora Gennaro Quarto - ma Diego non ne volle sapere, e volle pagare lui la quota assicurativa''. Risale al 1995, invece, un altro episodio che fece parlare di Gennaro Quarto. Imputato di concorso in rapina in un processo si presento' all'udienza scalzo. Con gli agenti addetti al controllo all'ingresso del tribunale napoletano che gli fecero presente che non poteva entrare in un'aula di giustizia a piedi nudi si giustifico' dicendo: ''Ma mi hanno detto di presentarmi a piede libero, chiedetelo ai miei giudici''. Gia' in passato Quarto era sceso in strada a piedi nudi: era il 1984 quando l'uomo si reco' scalzo al santuario di Pompei per un voto di ringraziamento quando Maradona fu acquistato dal Napoli. Nei suoi confronti fu disposta una perizia psichiatrica.
Nell’ottobre 1998 venne chiamato in causa nell’indagine sull’omicidio Anna Parlato Grimaldi, uccisa nel 1981. Parlò di lui un pentito, ma Quarto ne uscì immune. Stesso iter di quando rimase coinvolto nelle indagini per l’omicidio della donna che aveva offeso la moglie del boss Giuseppe Misso: anche in quel caso ‘’Gennaro il pazzo’’ uscì completamente pulito dalle accuse.

Sempre nel 1998, Gennaro Quarto fu protagonista di un procurato allarme nei pressi della Curia di Napoli, dove abitava, denunciando la presenza di un presunto ordigno all'interno di un contatore dell'Enel che provoco' l'isolamento della zona e l'arrivo degli artificieri. Rimasto senza luce, il pregiudicato smonto' il contatore dell' Enel alla ricerca del guasto trovandovi un apparecchio da cui sporgevano due fili che ritenne essere un ordigno destinato ad ucciderlo. L' oggetto era invece un congegno collocato probabilmente dal precedente inquilino per bloccare il funzionamento del contatore. Nei pressi della Curia rimase bloccato in auto anche l'allora cardinale Michele Giordano, che stava rientrando nel suo appartamento privato. Ai cronisti accorsi sul posto Gennaro Quarto disse di temere che i propri congiunti lo volessero far uccidere.

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di Redazione
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