Cronaca / Sangue

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Dietro l'omicidio l'ombra di una faida coi Puccinelli

Agguato a Soccavo, ucciso uomo dei Grimaldi


Agguato a Soccavo, ucciso uomo dei Grimaldi
13/02/2010, 21:02

NAPOLI – Un colpo alla testa, mentre stava per uscire da un circolo. Un proiettile solo, una esecuzione. E’ morto così Luigi Cappello, 55 anni. L’uomo abitava in via Tertulliano, zona Rione Traiano, quartiere Soccavo. Napoli. I sicari lo hanno raggiunto in un bar-circolo di Soccavo, in via Filippo Bottazzi. Erano da poco passate le 18. Lo hanno bloccato sull’uscio, poi lo sparo. Cappello è caduto al suolo, esanime, mentre i killer si davano alla fuga lungo il budello, perdendosi tra le auto parcheggiate ed il traffico cittadino. L’assassinio è avvenuto a pochissimi metri da una chiesa, dove in quel momento si stava celebrando una funzione religiosa. La vittima, già nota alle forze dell’ordine, è ritenuta vicino al clan Grimaldi, gruppo criminale storico del quartiere Soccavo, con interessi principalmente nel settore edilizio e delle estorsioni, da qualche tempo caduto in declino. Il nome di Cappello è tra gli arrestati di un blitz datato 26 aprile 2007, nel quale finirono in manette diverse persone ritenute affiliate proprio al clan Grimaldi.

Poco dopo l’omicidio, come avviene in questi casi, il posto diventa meta di pellegrinaggio della gente del quartiere. C’è chi vuole vedere, chi vuole capire. Qualcuno resta bloccato nel traffico, scende a chiedere cosa sia successo. Va via scuotendo la testa. E poi ci sono i ragazzini. Alcuni hanno non più di dieci anni. Giubbotti alla moda, lucidi, come impone la moda quest’anno. Si fermano a pochi metri dai sigilli della polizia, cercano di farsi spazio, di guardare oltre la cortina di agenti. Dal gruppetto di persone accanto al cadavere, probabilmente parenti, si alzano delle urla. Sono sfoghi, è la rabbia a parlare. “ Me l’hanno ucciso, era uno buono, non ha mai ucciso nessuno”. “Bastardi, dovete fare la stessa fine”. “Vi devono sparare in bocca, in bocca vi devono sparare”.

L’ombra della faida
L’ennesimo omicidio firmato camorra (il quarto dall’inizio dell’anno), in una zona che soltanto un paio d’anni fa fu teatro di una sanguinosa faida tra il clan Puccinelli e quello dei Leone. Due gruppi criminali che gestivano, all’ombra dei potenti Grimaldi, il narcotraffico nelle fiorenti piazze di spaccio del Rione Traiano. La faida si concluse con l’arresto dei boss: Salvatore Cutolo, detto Borotalco, capo dei Puccinelli, e Davide Leone, a capo dell’omonimo clan. Ma con il declino dei Grimaldi, la partita si è riaperta. I Puccinelli hanno mantenuto il possesso delle piazze di spaccio, hanno respinto l’offensiva degli ‘scissionisti’ dei Leone, sono intenzionati a difendere con i denti il loro business. Se prima si doveva accontentare del feudo del Rione Traiano (circa il 20% del business criminale di Soccavo), con il placet del clan storico, da qualche tempo ha potuto cominciare a dettare legge. I Grimaldi non fanno più paura, è possibile opporsi alle loro decisioni. Ed a qualsiasi tentativo di sconfinamento.

Proprio una “invasione di zona” potrebbe essere alla base dell’omicidio di oggi. E’ questa la pista più accreditata, anche se le indagini sono ancora agli inizi. I tasselli del puzzle, però, sembrano quadrare.

Alcuni mesi fa, il primo avvertimento. Una sventagliata di mitra davanti all’abitazione dell’attuale reggente dei Grimaldi. Un messaggio chiaro, il Rione Traiano non si tocca. Ma evidentemente quell’intimidazione non è bastata. Questa sera, l’omicidio. Un agguato contro un uomo ritenuto vicino al clan Grimaldi. Un altro messaggio, una dichiarazione di guerra.

di Nico Falco
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