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Domani protesta degli addetti al settore a Montecitorio

Agricoltura, nel primo tremestre prezzi in discesa del 6%


Agricoltura, nel primo tremestre prezzi in discesa del 6%
27/07/2010, 20:07

L'agricoltura lancia l'allarme: anche nel primo trimestre i prezzi all'origine sono in discesa del 6,2% su base annua dopo un 2009 ugualmente in caduta che ha già asciugato i redditi di coltivatori e allevatori. Secondo l'Inea, il 50% delle aziende agricole si trova su livelli di redditività inadeguata e rescono a reggere la sfida del mercato solo le aziende dalle dimensioni economiche maggiori. Nel frattempo, secondo i dati Istat, nel primo trimestre si rileva anche un aumento tendenziale dell'1,2% dei costi sopportati dagli agricoltori che intanto si mobilitano (domani è la volta di Confagricoltura in sit-in davanti Montecitorio) per protestare l'assenza di misure a favore del settore nella manovra correttiva. Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, nei prossimi tre-quattro anni altre 250 mila aziende rischiano di cessare l'attività e lo scenario «nelle prossime settimane si aggraverà ulteriormente vista la fine della proroga al 31 luglio della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna e la mancata reintroduzione del 'bonus gasoliò per le serre». Coldiretti punta l'indice sui danni inferti all'agricoltura dal falso made in Italy nel mondo e, in casa propria, dallo «strapotere contrattuale» della Grande distribuzione organizzata. Per ogni euro speso dai consumatori per l'acquisto di alimenti - rileva l'organizzazione agricola -, oltre la metà (il 60 per cento) va alla distribuzione commerciale, il 23 per cento all'industria di trasformazione e solo il 17 per cento a remunerare il prodotto agricolo. Per l'organizzazione agricola la soluzione è in quel modello di filiera corta che sta portando avanti in tutta Italia con i mercati dei contadini o 'farmers market', proponendo quella vendita diretta che consente di eliminare le speculazioni. Nel magro quadro di un 50% di aziende agricole, «al di sotto delle remunerazioni ottenibili in occupazioni alternative», l'Inea rileva come nel primo indice di redditività bassa che riguarda il 28,7% delle imprese (un altro 23,1% è nell'indice di redditività medio-bassa), la remunerazione unitaria del lavoro dell'imprenditore e della famiglia non raggiunge neppure i 2 euro per ora di lavoro. Va invece meglio al 15,4% delle aziende che rientrano nel terzo indice di redditività, quella medio-alta e ancora di più al 32,4% che presenta una redditività alta. Le aziende con i livelli di redditività più elevati - sottolinea Inea - prevalgono nelle classi dimensionali maggiori. E gioca a favore anche l'indirizzo di impresa. Risulta redditizio, per esempio quello orticolo e floricolo, meglio se condotto in serra, dove l'ora lavoro può essere remunerata fin quasi a 20 euro.

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di Redazione
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