Cronaca / Sanità

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L’allarme del sindaco Franco Alfieri

Agropoli: a rischio il reparto di cardiologia dell’ospedale


Agropoli: a rischio il reparto di cardiologia dell’ospedale
27/01/2010, 17:01

AGROPOLI (SA) - «Dal primo febbraio sono a rischio le attività del reparto di cardiologia dell’ospedale civile con gravi conseguenze per i cittadini e per la stessa sopravvivenza della struttura sanitaria». La denuncia arriva dal sindaco di Agropoli Franco Alfieri in seguito alla persistente carenza di personale medico ed infermieristico acuita in questi giorni dalle difficoltà di turnazione del reparto Utic Cardiologia. Il primo cittadino agropolese interesserà il commissario straordinario dell’Asl Salerno, Fernando De Angelis, per porre rimedio a tale problematica, considerato anche che il reparto di cardiologia del presidio ospedaliero di località Marrota è quello che ha registrato il maggior numero di accessi di tutto il territorio di competenza dell’ex Asl Sa3.



«Chiedo al commissario straordinario dell’Asl Salerno – afferma il sindaco Franco Alfieri – di provvedere con urgenza a disporre personale medico per il reparto Utic Cardiologia che non potrà garantire dal primo febbraio la continuità assistenziale e il servizio di emergenza per mancanza di cardiologi. Eventualità già segnalata nei giorni scorsi dalla direzione sanitaria del presidio ospedaliero al commissario De Angelis, ma che a tutto oggi ha prodotto solo un rumoroso silenzio. Non vorremmo, quindi, che l’assenza di decisioni, così come la mancata utilizzazione dei fondi per l’adeguamento tecnologico e strumentale, si inquadrasse in una strategia che mira di fatto alla chiusura della struttura. Ci aspettiamo, pertanto, atti concreti ed immediati da parte del commissario straordinario che assicurino la funzionalità dell’ospedale e garantiscano i cittadini nei bisogni assistenziali urgenti».



Proprio qualche giorno fa, il primo cittadino agropolese ha posto l’attenzione su fondi per 6,5 milioni di euro destinati all’acquisto di tecnologia e strumentazione per l’ospedale civile, in gran parte fino ad oggi inutilizzati.


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di Redazione
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