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Agropoli, Alfieri replica ai consiglieri di minoranza e ad Antonio Valiante


Agropoli, Alfieri replica ai consiglieri di minoranza e ad Antonio Valiante
30/07/2010, 13:07


AGROPOLI (Sa) - Il sindaco di Agropoli Franco Alfieri risponde alle accuse dei consiglieri di minoranza Malandrino e Pesca, che hanno definito come una “buffonata” l’autosospensione dai partiti della maggior parte dei consiglieri comunali, di tutti gli assessori e dello stesso sindaco, in segno di protesta per la vicenda ospedale civile. «Sono le loro esternazioni e tutte le loro iniziative a sostegno dell’ospedale ad essere fantasiose e prive di efficacia – afferma il sindaco Franco Alfieri - Le critiche di Malandrino e Pesca nascono dalla presa di coscienza della loro impotenza politica e dall’incapacità ad attivare concretamente soluzioni per il territorio, come interessarsi realmente al futuro dell’ospedale. A differenza delle loro promesse, svanite nel nulla, è stato il sindaco di Agropoli ad avere un incontro nelle ultime ore con il presidente della Provincia di Salerno, on. Edmondo Cirielli, ottenendo rassicurazioni e garanzie che l’ospedale civile rimarrà nella rete dell’emergenza territoriale mantenendo gli attuali livelli di offerta di servizi sanitari. Malandrino e Pesca, anche in questa occasione, hanno dimostrato la loro inconsistenza non riuscendo ad interfacciarsi nemmeno con chi politicamente li rappresenta».
Il sindaco Alfieri replica anche ad Antonio Valiante e smentisce cambi di partito. «Non ci sarà alcun cambio di casacca. L’autosospensione è un atto di protesta condiviso con i consiglieri ed assessori comunali che vuole rimarcare la delusione verso l’atteggiamento dei rispettivi referenti politici regionali e provinciali. Non è assolutamente preludio ad un cambio di partito e mai si è pensato ad una iniziativa del genere. Forse altri, già da qualche mese, sono stati impegnati in trattative sottobanco per futuri passaggi da un partito all’altro o in trattative trasversali, come nella questione Consac, pur di conservare poltrone in un solco di vergognoso nepotismo. Dopo 10 anni di governo in Regione, io mi vergognerei di lanciare attacchi a chicchessia. Per loro la questione non è il cambiare casacca, ma di riporla definitivamente in armadio. Il loro modo di fare politica, teso soltanto alla conservazione del potere con logiche clientelari, non solo ha messo in ginocchio la Regione Campania, ma ha compromesso il futuro e l’esistenza anche dei nostri figli».

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di Redazione
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