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Libia: gli insorti sarebbero entrati nella residenza bunker

Ai ribelli la presa di Bab al Aziziya. Il rais: “Non mollo”

La Nato smentisce la notizia di invio di truppe di terra

Ai ribelli la presa di Bab al Aziziya. Il rais: “Non mollo”
23/08/2011, 16:08

TRIPOLI – Si combatte senza tregua nel cuore della capitale libica. Si parla di ultima battaglia di Tripoli, con in forte avanzata i ribelli del Cnt, che tengono sempre più sotto assedio le forze del regime di Gheddafi. Obiettivo numero uno degli insorti è la residenza bunker del rais, il compound di Bab al Aziziya, dove pare che lo stesso colonnello si sia rifugiato con la sua famiglia. E proprio qui, dove nelle ultime ore si stanno registrando gli scontri più duri, qualcosa sembra essersi mosso: sono notizie spesso contrastanti quelle che arrivano dalla Libia, che altrettanto spesso non mancano di una successiva smentita, ma pare che i ribelli libici siano riusciti a penetrare nel compound di Bab al Aziziya attraverso una delle porte principali della residenza stessa. A riferirlo è stata la radio dell’opposizione di Bengasi e tale notizia è stata riportata anche dalla Bbc e da Al Jazeera, che ha aggiunto inoltre che le forze pro Gheddafi sono in ritirata verso Sirte e Al Jafra. L’assalto degli insorti alla residenza di Gheddafi, che qualora dovesse ottenere una conferma definitiva rappresenterebbe la fine del capitolo del regime libico, pare sia stato facilitato dai bombardamenti che la Nato ha effettuato sullo stesso compound del rais, fino ad oggi cittadella fortificata e di quasi impossibile accesso. Grazie agli attacchi aerei dell’Alleanza, infatti, le forze del Cnt sarebbero riuscite a penetrare nella residenza bunker dall’ingresso ovest, circondando l’intera aerea.
Intanto, mentre un funzionario russo ha detto di aver parlato al telefono con il leader libico Muammar Gheddafi che, ha riferito, gli avrebbe detto di essere a Tripoli e “che combatterà fino alla fine”, continua la polemica anche sul fronte dell’intervento dell’Alleanza. Sull’ipotesi trapelata in queste ultime ore che la Nato stia combattendo, per la prima volta dall’inizio della rivoluzione libica, al fianco dei ribelli con truppe di terra taglia corto il portavoce per l’operazione “Unified Protector”, colonnello Roland Lavoie, che fa sapere: “La nostra missione non è ancora conclusa”. “Il nostro mandato prevede l’esecuzione dell’embargo e della no-fly zone e non è previsto l’invio di truppe di terra”. In questo modo il colonnello Roland Lavoie ha voluto smentire la notizia diffusa da un sito vicino all’intelligence israeliana secondo cui truppe Nato starebbero combattendo per la prima volta al fianco dei ribelli in Libia.

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di Antonio Formisano
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