Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

La moglie doveva giudicare Berlusconi

Aiutò il Cav nelle indagini, a giudizio l'ex pm Dda di Napoli Antonio Laudati


.

Aiutò il Cav nelle indagini, a giudizio l'ex pm Dda di Napoli Antonio Laudati
26/02/2014, 11:53

È stato per anni uno dei più produttivi e competenti magistrati dell'antimafia napoletana, autore di numerose e complesse inchieste sulla camorra transnazionale e sul traffico di cocaina in particolare. Poi, il grande salto: procuratore a Bari nel bel mezzo dell'inchiesta sulle “serate eleganti” a casa del premier, Silvio Berlusconi. Stiamo parlando di Antonio Laudati, rinviato a giudizio ieri dal gup di Lecce con l'accusa di aver – lui che ne era il massimo responsabile – sabotato le indagini a carico del Cav e di Gianpy Tarantini. Indagini, condotte dal suo ufficio e dalla guardia di finanza, che puntavano diritto sul giro di escort e prostitute che affollavano le residenze dell'allora presidente del Consiglio. Laudati ha sempre ribadito, con forza, di essere innocente e di non aver in alcun modo insabbiato o frenato il lavoro dei suoi sostituti, anzi ha più volte rivendicato – anche davanti al Csm – di aver dato nuovo impulso alle inchieste su Tarantini. Toccherà ora al Tribunale, nel corso di un pubblico dibattimento, mettere una parola di chiarezza sulla vicenda.

E proprio la moglie di Laudati, Loredana Acierno, qualche settimana fa, aveva rinunciato a presiedere il collegio che avrebbe dovuto giudiziare Berlusconi e Valter Lavitola imputati per la corruzione del senatore Sergio De Gregorio. Pagato, quest'ultimo, 3 milioni di euro per passare da Italia dei Valori al centrodestra. Il presidente Acierno aveva rinunciato per motivi di opportunità, lasciando la mano al collegio guidato da Nicola Russo. Sul quale, a sua volta, il Csm ha aperto un fascicolo per la sua partecipazione, venti anni fa, a un comitato a sostegno della candidatura di Romano Prodi a premier. Lo stesso Prodi che, nel processo sulla compravendita dei senatori, è parte lesa.

Commenta Stampa
di Simone di Meo
Riproduzione riservata ©