Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Al “MARTE” va in scena lo sterminio della popolazione curda


Al “MARTE” va in scena lo sterminio della popolazione curda
27/03/2012, 13:03

Al “MARTE” va in scena lo sterminio della popolazione curda
Giovedì 29 marzo, alle ore 18.30, il MARTE Mediateca di Cava de’ Tirreni (Sa) presenta “I Fiori di Kirkuk”, romanzo di Fariborz Kamkari (Cooper Editore). Alfonso Amendola, Pina De Luca e Giuseppe D’Antonio dialogheranno con l’autore. L’incontro sarà coordinato da Francesco Colucci. A seguire la proiezione dell’omonima pellicola, premio Globo d’Oro 2011


Una giornata dal respiro internazionale al MARTE Mediateca Arte Eventi di Cava de’ Tirreni (Sa). Giovedì 29 marzo va in scena la presentazione del libro “I Fiori di Kirkuk” di Fariborz Kamkari, da cui è stato tratto anche un film prodotto da Medusa.

Saranno due gli incontri con il regista e scrittore curdo Fariborz Kamkari, in un serrato dialogo tra l’Università di Salerno ed il MARTE Mediateca di Cava de’ Tirreni. Si comincia alle ore 10.30, presso l’Università degli Studi di Salerno, nell’ambito della rassegna “Film Idea”, con interventi dei docenti Alfonso Amendola, Pietro Cavallo, Gino Frezza e Pasquale Iaccio. Alle 18.30, invece, presso la Mediateca MARTE di Cava de’ Tirreni, nell’ambito della rassegna letteraria “La versione di Marte 3.0”, Francesco Colucci, Pina de Luca e Giuseppe D’Antonio dialogano con Fariborz Kamkari.

Un romanzo intenso e appassionante. Il motivo di Romeo e Giulietta è ambientato in Iraq, durante gli anni Ottanta, al tempo del genocidio dei curdi. Solo che qui la storia d’amore e morte non decolla a partire dall’ostilità di famiglie rivali, ma per la violenta contrapposizione di etnie. I mondi in conflitto di Najla, figlia di una ricca famiglia araba di Baghdad vicina al partito di Saddam Hussein, e di Sherko, giovane medico curdo che lavora per un’organizzazione umanitaria, non permettono l’unione.

La ragazza, per amore, scoprirà lo sterminio dei curdi e, schierandosi dalla loro parte, attraverserà tutte le tragiche tappe dell’orrore: la lotta, la prigione, la tortura, fino a identificarsi nella morte, in una fossa comune, con le vittime. Sotto il brutale regime di Saddam Hussein, Najla è costretta a scegliere tra i suoi sogni ed i propri ideali e le tradizioni della sua famiglia. Una potente riflessione sulle persecuzioni razziali e sull’inutilità della guerra in contrapposizione alla necessità dell’amore.

Subito dopo la presentazione de “I Fiori di Kirkuk”, sempre al MARTE sarà proiettato il film tratto dal romanzo. La pellicola (prima internazionale girata in Iraq dall’inizio della guerra nel 2003) è nata grazie ad una produzione internazionale, in primis la casa di produzione Oskar di Dorotea, Michelangelo e Francesca Morlicchio, ed ha inoltre vinto il Globo d’Oro 2011. Il riconoscimento, assegnato ogni anno dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia, è andato a Mohamed Zouaoui, come miglior attore rivelazione. La colonna sonora del film è stata affidata al collettivo multietnico romano Orchestra di Piazza Vittorio.

Scrittore e regista curdo, Fariborz Kamkari vive e lavora in Italia. Ha scritto e diretto numerosi cortometraggi e sceneggiature per il cinema e la televisione. Oltre a “I Fiori di Kirkuk” (2010), tra i suoi lavori sono da ricordare il thriller “Il capitolo proibito” (2005), opera con cui vince il premio come Miglior Regista al Festival Indipendente di Bruxelles (2006), e il docu-drama “Black Tape” (2002), Gran Premio della Giuria al Festival Cinequest 2003 e in concorso anche al Festival di Venezia.


Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©