Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Tam tam in internet della “peggiore Italia”: ci saremo

Al matrimonio di Brunetta l'Ave Maria, i fischi e i pomodori


Al matrimonio di Brunetta l'Ave Maria, i fischi e i pomodori
07/07/2011, 11:07

Che sarà o meno il matrimonio dell’anno, sta di fatto che tutti vogliono partecipare al giorno in cui il ministro Renato Brunetta e la sua compagna pronunceranno il sì eterno. E vogliono partecipare a questo grande evento anche coloro che dallo stesso ministro sono stati etichettati come la “peggiore Italia”. Proprio questa sottospecie di italiani, infatti, seppur non invitata, parteciperà al grande giorno, domenica 10 luglio, a Ravello, in costiera amalfitana.
È un vero tam tam su internet quello che si sta registrando in queste ad opera dei precari, per rovinare il matrimonio del ministro della Funzione Pubblica. In un articolo di “Libero” si rileva come “i precari hanno deciso di sfruttare l’occasione per fare la festa al ministro e alla futura signora”. Il quotidiano riporta così il gruppo fondato sul social network Facebook dove si legge “assediamo con i nostri cori e la nostra voce le loro feste. Diventiamo il loro incubo” e dove si ipotizzano proteste con lanci di pomodoro o sfilate con i sacchetti della ‘monnezza’. Una rivolta che compare anche su Twitter, dove si legge “assedio al matrimonio di Brunetta, un simpatico modo per passare il sabato”.

UN MATRIMONIO DAL LUSSO SFRENATO
Un matrimonio all’insegna del lusso sfrenato. Brunetta si sposa con Titti Giovannoni, sua fidanzata da diversi anni. La lista degli invitati al matrimonio è segreta. Secondo alcune indiscrezioni pubblicate su Dagospia, i futuri sposini hanno scelto ben 54 lampade in nichel ottone e oro, da un minimo di 200 euro ad un massimo di 1.000 per un pezzo, 10 tappeti “vintage” fino a 6.000 euro, 7 tavoli da pranzo, 6 fioriere, cristalliere da 5.000 euro, capitelli, due testiere da letto matrimoniale e perfino tre olivi per il giardino, per un valore di 4.500 euro, due palme da 2.000 euro l’una e 4 melograni, decisamente più economici, da 800 euro. Così, a Ravello non ci saranno solo i precari ma anche i poliziotti del Coisp colpiti dai tagli e definiti più volte “panzoni”. Per ben due volte hanno provato a consegnargli il loro regalo di nozze: le loro sagome pugnalate alle spalle. Ora ci riproveranno e chissà che Brunetta non chiami la polizia.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©