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Al via “Ridurre si può”: la campagna di Legambiente per la prevenzione


Al via “Ridurre si può”: la campagna di Legambiente per la prevenzione
23/11/2009, 16:11

Una settimana di mobilitazione, sensibilizzazione e di iniziative davanti ai supermercati ma anche blitz, convegni e appuntamenti per promuovere buone pratiche di riduzione dei rifiuti. E’ questo il programma di “Ridurre si può” la campagna di Legambiente che, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, intende sensibilizzare alla diminuzione degli innumerevoli sprechi nella produzione dei beni e negli acquisti.

Ad ospitare la presentazione della campagna è stata la città di Salerno, unico capoluogo del centro sud che ha superato nel 2008 l’obbiettivo minimo di legge con il 45,7% di raccolta differenziata - con punte del 70% negli ultimi mesi dell’anno in corso -, dimostrando così che dall’emergenza rifiuti si può uscire con una corretta gestione dei rifiuti. All’evento di questa mattina erano presenti, insieme ad alcuni sindaci dei comuni virtuosi della Campania, Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente ,Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania,Giovanni Romano,assessore provinciale all’ambiente ,Amilcare Troiano, presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Donato Madaro, responsabile ciclo dei rifiuti della Regione Campania.



Sono oltre 2.795.902 milioni di tonnellate i rifiuti prodotti in Campania nel 2007, di cui il 74% circa è stato smaltito in discarica e solo il 15,5% avviato alle raccolte differenziate. E l’immondizia che produciamo non accenna a diminuire, anzi negli ultimi due decenni in Campania è cresciuta di anno in anno. Se nel 2002 ogni campano produceva 449,97 kg di rifiuti, nel 2007 si è arrivati a 477,82 kg pro capite (+ 6,2% in soli 5 anni).

Per questo Legambiente, nel comitato promotore italiano della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, per tutta la settimana e in collaborazione con Coop, Novamont e Virosac, si attiverà sul territorio con iniziative che promuoveranno la R più disattesa del principio comunitario delle 4 R, che parte proprio dalla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti. Oltre a convegni e dibattiti nel corso dell’intera settimana, le iniziative di Legambiente si concentreranno nel week-end del 29 e 29 novembre con i volontari impegnati davanti ai supermercati a promuovere l’uso degli shoppers in bioplastica e delle borse riutilizzabili in tessuto, e gli acquisti consapevoli senza imballaggi inutili, favorendo prodotti sfusi, alla spina, con confezioni monomateriali riciclate o riciclabili.

“Nonostante i risultati sul fronte della differenziata nell’Italia settentrionale e il consolidamento delle raccolte domiciliari anche in alcune regioni del centro sud, lo smaltimento dei rifiuti rimane un problema dai costi ambientali altissimi e in aumento di anno in anno – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente - . Ma solo se fondato su una seria politica di prevenzione, il ciclo dei rifiuti potrà divenire davvero integrato, virtuoso e sostenibile. Con Ridurre si può Legambiente vuole focalizzare l’attenzione proprio sul tema della prevenzione, coinvolgendo la politica nazionale e le amministrazioni locali, il mondo della distribuzione e della produzione, le associazioni di categoria e i cittadini, proponendo azioni specifiche che si combineranno un’unica azione associativa costante durante tutto l’anno”.



La produzione dei rifiuti riguarda, infatti, prima dei consumi gli aspetti della produzione e della distribuzione, il cui marketing di vendita è legato al confezionamento dei prodotti. In alcuni casi la funzione di marketing dell’imballaggio infatti viene utilizzata in un modo esagerato con confezioni inutili che hanno l’unica funzione di rendere appariscenti gli oggetti che acquistiamo. Evitare di comprare imballaggi inutili favorisce, quindi, anche l’ottimizzazione del trasporto, con packaging ridotti e merci compresse e quindi trasportabili in numero maggiore per ogni viaggio.



Nella produzione dei rifiuti danno il loro apporto inquinante anche gli shopper: solo in Italia sono 300mila le tonnellate di buste in plastica tradizionale prodotte all’anno, l’equivalente di 430mila tonnellate di petrolio con l’emissione in atmosfera di circa 200mila tonnellate di CO2. Dopo anni di battaglie ambientaliste e dopo la recente proroga di un anno da parte del governo, finalmente anche nel nostro Paese dal 1° gennaio 2011 i sacchetti non biodegradabili saranno messi al bando, per lasciare il posto agli shopper biodegradabili, ricavati da materie prime rinnovabili come il mais (ne basta mezzo chilo per produrre 100 buste) e con infiniti vantaggi. Basti pensare che un sacchetto tradizionale disperso nell’ambiente impiega oltre 400 anni per distruggersi, mentre il nuovo shopper biodegradabile solo pochi mesi senza rilasciare inquinanti. E nel salernitano alcuni comuni hanno anticipato la scadenza è già hanno applicato la norma tra questi si segnalano Baronissi, Giffoni Sei Casali, Mercato San Severino, Gioi e nelle prossime settimane anche il comune di Polla.

Ma proprio il salernitano ricorda Legambiente rappresenta un eccellenza nel compostaggio domestico che riduce il quantitativo di organico da smaltire. Giffoni Sei Casale lo ha avviato da circa dieci anni. Nell’ultimo anno hanno seguito l’esempio i comuni di Nocera Inferiore, Mercato San Severino, il Consorzio Sa2.“Una campagna che parte da Salerno- commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania- per evidenziare quella Campania virtuosa che ricicla ed investe in politiche di riduzione. Ma c’è ancora tanto da fare. Chiediamo alla Regione Campania ed ai Sindaci di approvare una delibera per il riconoscimento del compostaggio domestico al fine di rendere possibile il computo nella determinazione della percentuale di raccolta differenziata. Ai presidenti delle Province di disincentivare l’utilizzo dei beni uso e getta. Provvedimenti che possono essere adottati in tempi brevi- conclude Buonomo- segnali concreti di impegno sostenibile, irrevocabili, ma soprattutto segnali forti di responsabilità per una Campania piu’ riciclona.”e “parsimoniosa”.


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di Redazione
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