Cronaca / Sangue

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L'uomo aveva accusato un 'commando' di extracomunitari

Albanese ucciso a Caivano, arrestato il barista


Albanese ucciso a Caivano, arrestato il barista
02/03/2009, 23:03

Aveva detto di aver visto i sicari e di essere fuggito nel retrobottega, ma la sua versione dei fatti presentava diverse incongruenze. Troppi punti oscuri per convincere i carabinieri che, a circa un mese e mezzo di distanza dall’accaduto, gli hanno stretto le manette ai polsi per omicidio. A fare i conti con la giustizia Nicola Mariniello, 32 anni, titolare del bar Nocera di Caivano dove venne freddato un albanese il 17 gennaio scorso, sul centralissimo corso Umberto.
 

L’omicidio

Sabato 17 gennaio, Caivano. Un uomo, Bici Gazmir, si trova all’interno di un bar. All’improvviso irrompono due suoi connazionali armati di pistola. Puntano le armi e fanno fuoco, trucidandolo. Il barista, alla vista dei killer, si rifugia nel retrobottega ed esce solo quando i sicari sono ormai lontani. Era questa la versione fornita dal titolare del bar ai carabinieri pochi minuti dopo l’agguato di cui era stato unico testimone. La sua ricostruzione, però, non ha trovato riscontri durante le indagini dei militari, che fin dal primo momento avevano dei sospetti.


Incastrato dagli esami sulla pistola

Secondo la propria versione, Mariniello si era rifugiato nel bagno per evitare che i killer sparassero anche a lui. All’arrivo dei carabinieri, però, già le prime anomalie: il sistema di video sorveglianza del bar era stato smontato, l’hard disk utilizzato per le riprese fatto sparire e il pavimento era stato ripulito dai bossoli. Un comportamento quantomeno anomalo per due killer descritti come due extracomunitari che avevano fatto irruzione e sparato senza preoccuparsi di essere visti dai passanti.

Nel prosieguo delle indagini, i militari hanno comparato le ogive estratte dal corpo della vittima con la pistola legalmente detenuta dal commerciante ed hanno scoperto che erano compatibili. E’ stata questa la prova che ha incastrato Mariniello, spingendolo, spalle al muro, a confessare.


La confessione

Il barista, vistosi ormai in trappola, avrebbe confessato ai militari di aver ucciso l’albanese perché, in stato di ebbrezza, stava dando fastidio agli altri avventori. Dopo averlo richiamato sarebbe nato un violento litigio tra i due, con toni sempre più accesi fin quando il commerciante avrebbe preso la pistola ed aperto il fuoco.
Mariniello, fermato su ordine del pm, è attualmente rinchiuso nella casa circondariale di Poggioreale.


Le ipotesi

Bici Gazmir, 38 anni, aveva diversi precedenti penali. All'epoca dell'omicidio gli inquirenti sospettarono che il suo omicidio, all'interno del bar Nocera, fosse stata una punizione esemplare. Non era chiaro se ad ucciderlo fossero stati suoi connazionali, come riferiva il barista, per punirlo di uno sgarro, o la malavita locale, per le sue ambizioni considerate eccessive. Si ipotizzava, infatti, che la criminalità organizzata di Caivano avesse compiuto l'omicidio eliminando un personaggio che intendeva prendere il controllo degli affari illeciti sulla zona.

Una presunzione che non poteva essere sopportata dai 'caivanesi' (che controllano l'area di Caivano, distinti dai 'napoletani', che invece si occupano degli affari illeciti nella zona del Parco Verde) e che avrebbe portato alla strage.

Alla luce della confessione del barista, però, quell'esecuzione assume un aspetto totalmente diverso.

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di Nico Falco
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