Cronaca / Sanità

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Aperta un'inchiesta per omicidio colposo

Albano, ospedali tutti pieni: muore 60enne


Albano, ospedali tutti pieni: muore 60enne
13/12/2009, 12:12

ALBANO - Ci sono storie  "dell'altro mondo" e storie  del "terzo mondo". Quella che stiamo per raccontare fa sicuramente parte di questa seconda, triste e deprimente categoria. Un 60enne diabetico ricoverato d'urgenza per insufficienza respiratoria all'ospedale San Giuseppe di Albano Laziale è morto, dopo diversi giorni trascorsi sulla barella del pronto soccorso, poichè nessuno degli ospedali di Roma e provincia è stato disposto ad accettarlo.
Dallo scorso martedì, giorno del ricovero dell'uomo, erano infatti partiti diversi fax dall'ospedale di Albano diretti in pratica a tutti i nosocomi della capitale e anche a quelli situati nella provincia. Dopo giorni di rifiuti incessanti, il 60enne è morto nella vana attesa di un posto in corsia. "Nessuna struttura ha dato disponibilità per un posto" è la dichiarazione-conferma del direttore della Asl Roma H che ha spinto la procura di Velletri ad aprire un'inchiesta per omicidio colposo. Intanto il vicepresidente della regione Montino fa sapere che bisogna assolutamente "capire se questo episodio inaccettabile derivi da una congiuntura o da responsabilità precise, omissioni, superficialità". Subito dopo il decesso dell'uomo è intervenuta la moglie:"Mi ha detto "Angela, portami via perché mi fanno morire""  ha spiegato la donna e, tra rabbia e dolore, ha poi ricordato che "Abbiamo pensato noi a trovargli un letto ad Aprilia chiamando da casa, ma quando siamo arrivati era già morto".
La famiglia del 60enne ha sporto denuncia alla struttura ospedaliera ricevendo però le giustificazioni di Vittorio Amedeo Cicogna; direttore della Asl RmH. "Non essendo disponibili letti ad Albano, è iniziata la ricerca di posti negli ospedali di Roma e provincia mediante l´invio di numerosi fax- ha precisato infatti Cicogna. Una ricerca, a detta del direttore, durata 48 ore che non è riuscita però ad ottenere disponibilità.
Giustifiche e dichiarazioni d'intenti a parte, fa sicuramente riflettere un dato difficilmente confutabile: una famiglia, chiamando semplicemente dalla propria abitazione, è riuscita nel giro di brevissimo tempo a trovare la sistemazione giusta per il proprio caro ammalato mentre, un'intera struttura ospedaliera, con l'invio (a detta di Cicogna) di centinaia di fax, non è stata in grado di trovare una sistemazione in nemmeno uno tra tutti i nosocomi di Roma e provincia. La dinamica, a questo punto, potrebbe essere molto più semplice (e grave) da chiarire di quanto si potesse pensare.

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di Germano Milite
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