Cronaca / Nera

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Il 38enne era stato condannato all’ergastolo

Alberto Ogaristi scagionato dai pentiti di camorra


Alberto Ogaristi scagionato dai pentiti di camorra
18/05/2010, 22:05

NAPOLI - Alberto Ogaristi, 38 anni, era stato condannato con sentenza definitiva all'ergastolo per l' omicidio di Antonio Amato, esponente di un clan camorristico del Casertano, e di tentato omicidio ai danni del cognato della vittima, Telat Qoqu, avvenuti il 18 febbraio 2002 a Villa Literno (Caserta) in provincia di Caserta. Nel gennaio scorso i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, a conclusione di nuove indagini coordinate dalla Dda di Napoli, accertarono l'estraneita' di Ogaristi arrestando i tre presunti responsabili del delitto. Secondo gli inquirenti, Amato e Qoqu rimasero vittime di un agguato nell'ambito della lotta tra le due fazioni del clan dei Casalesi, operanti tra Villa Literno e Castelvolturno, quelle del gruppo capeggiato da Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto e mezzanotte' e dei Cantiello-Tavoletta. Ad uccidere Amato, legato alla fazione dei 'Cantiello-Tavoletta' ed a ferire il cognato, secondo gli sviluppi delle nuove indagini, non fu quindi Ogaristi, accusato,anche sulla base delle indicazioni fornite agli investigatori da Telat (che riconobbe Ogaristi come uno dei suoi sicari), ma Luigi Guida, detto 'o drink', boss originario del rione Sanita' di Napoli, nominato da Francesco Bidognetti come reggente della cosca per un lungo periodo. Con lui in carabinieri arrestarono Luigi Grassia e Gaetano Ziello, entrambi di Casal di Principe. Le indagini che portarono alla riapertura del caso si basano sulle dichiarazioni riscontrate di alcuni collaboratori di giustizia. Ogaristi dopo un periodo di latitanza fu catturato il 6 luglio 2007 a Casal di Principe dopo un tentativo di fuga attraverso i tetti.

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di Redazione
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