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Anche l'intervento di Letta non smuove i dirigenti USA

Alcoa: nessun risultato a Palazzo Chigi, si chiude il 5


Alcoa: nessun risultato a Palazzo Chigi, si chiude il 5
03/02/2010, 09:02

ROMA - Si è conclusa alle 2 di notte con un nulla di fatto l'incontro di Palazzo Chigi tra i dirigenti di Alcoa Italia e Gianni Letta, in rappresentanza del governo, per cercare di impedire la chiusura degli stabilimenti in Sardegna e in Veneto. Questo metterebbe sulla strada oltre 2000 lavoratori.
La proposta del governo, per quanto debole, era chiara: aspettare fino al 22 marzo, prima di prendere decisioni, in attesa del benestare dell'Unione Europea sul decreto energia fatto dal governo italiano. La prospettiva era rafforzata dalla telefonata che il Presidente del  Consiglio avrebbe fatto al Presidente della Commissione Europea, Josè Maria Barroso, durante la quale avrebbe ricevuto precise assicurazioni in merito. Ma i dirigenti italiani, in contatto con i loro superiori a Pittsburgh, hanno opposto un netto rifiuto: la parola di Berlusconi non bastava e quindi resta confermata la chiusura definitiva per venerdì 5 febbraio. A questo punto l'ultimo barlume di speranza l'ha offerto il direttore di Alcoa Italia, Giuseppe Toia, offrendosi di volare negli USA per cercare di convincere i dirigenti USA parlando loro a quattr'occhi; tornerebbe entro venerdì con una risposta. Il governo italiano d'altronde ha minacciato la società statunitense di farle pagare immediatamente la multa di 280 milioni comminatele dall'Unione Europea, oltre ai costi della bonifica delle due aree industrializzate.
In tutto questo, circa seicento lavoratori sardi e veneti manifestavano davanti a piazza Montecitorio (Palazzo Chigi è inaccessibile) con tende e falò per riscaldarsi, nella fredda serata romana. Di fronte a loro un ingente schieramento di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, ma non c'è stata alcuna tensione. Anche se la delusione, quando alle due di notte la notizia è arrivata, è stata evidente.

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di Antonio Rispoli
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