Cronaca / Giudiziaria

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La Corte d'Appello conferma

Aldrovandi-bis, poliziotti depistarono indagini

I genitori: Ora provvedimenti disciplinari per loro

Aldrovandi-bis, poliziotti depistarono indagini
10/07/2012, 11:07

BOLOGNA - La Corte d'Appello conferma: sono colpevoli i due poliziotti, Marcello Bularello e Marco Pirani,. coinvolti nel cosiddetto processo "Aldrovandi bis". Per loro l'accusa era di aver depistato le indagini dopo la morte di Federico Aldrovandi. Alla precedente udienza il sostituto procuratore generale Longo aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado per Bulgarelli (10 mesi per omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento), mentre per Pirani aveva chiesto la derubricazione del reato da omissione di atti d’ufficio a omessa denuncia, con una riduzione di pena da 8 a 3 mesi.

L'ACCUSA - Bulgarelli avrebbe interrotto, su richiesta del collega Luca Casoni che però è stato assolto, la registrazione di una telefonata compromettente per i quattro agenti coinvolti nella morte di Federico Aldrovandi. Pirani, invece, all’epoca ispettore di polizia giudiziaria, non avrebbe inserito nel fascicolo del pm il registro delle telefonate arrivate dal 113.Da definire in secondo grado la posizione di Paolo Marino, che all'epoca E' stato condannato già a marzo 2010 a un anno per omissione per non aver informato dettagliatamente il pm di turno di quanto accadde il giorno in cui Aldrovandi fu ucciso. Poi nel maggio dell'anno scorso una condanna a tre mesi con l’interdizione per un anno dai pubblici uffici, sempre per omissione in atti di ufficio.

Ma la storia non è finita. Perché si aspetta un passaggio in Cassazione: è quanto lascia intuire l’avvocato Gian Luigi Pieraccini, difensore di Pirani, che ha già rivelato di voler ricorrere. Dall'altra parte, i genitori di Federico chiederanno provvedimenti disciplimari anche per loro, in caso di conferma in terzo grado. Ma la mamma di Aldrovandi, Patrizia Moretti, che vorrebbe provvedimenti “da emettere già adesso, perché ormai è chiaro che la questura di allora non ha funzionato a dovere. È evidente che se qualcuno ha depistato le indagini era al corrente di quello che successe in quel vuoto, in quel periodo buio, che nemmeno il processo è riuscito a illuminare”.
La mamma di Federico si riferisce a quei momenti oscuri che scatenarono la violenza  in via Ippodromo tra Federico e la prima pattuglia di agenti. Momenti sui quali c'è una spessa coltre di silenzio.

 

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di Gaia Bozza
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