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Il riferimento alle menzogne su fantomatiche cordate

Alitalia: archiviata l'inchiesta su Berlusconi per aggiotaggio


Alitalia: archiviata l'inchiesta su Berlusconi per aggiotaggio
23/11/2011, 15:11

ROMA - Il Gip di Roma ha archiviato la posizione di Silvio Berlusconi, in relazione aale indagini iniziate con l'accusa di aggiotaggio e di insider trading  proposito della vicenda Alitalia.
I fatti risalgono al 2008. In primavera il governo Prodi aveva raggiunto l'accordo con Air France per la cessione di Alitalia. I francesi avrebbero pagato poco più di un miliardo per prendersi la compagnia aerea italiana debiti compresi; inoltre avrebbero licenziato solo 1750 dipendenti e si era impegnata ad introdurre nuovi velivoli a partire dal 2009. L'accordo era ottimo, ma l'allora amministratore delegato dell'AirFrance, Spinetta, voleva la firma anche dei sindacati e del Presidente del Consiglio uscente (Prodi) e di quello subentante (Berlusconi). Ma quest'ultimo invece disse che non intendeva svendere la compagnia aerea nazaionale alla Francia, che avrebbe personalmente guidato una cordata di imprenditori italiani per l'acquisto di Alitalia (anzi, poi disse che se ne sarebbero occupati i figli Piersilvio e Marina), che non sarebbe stato licenziato nessuno, e così via. Queste dichiarazioni fecero salire la quotazione delle azioni di Alitalia (che è società quotata in Borsa), ma poi si rivelarono del tutto false. Per questo l'avvocato leccese Francesco Toto, nella sua denuncia, accusò il premier di aggiotaggio e di insider trading.
Ma nella sua sentenza il Gip specifica che non si configura nessuno dei due reati. Infatti, specifica la sentenza, si tratta solo di propaganda politica, che agisce principalmente sul lato - appunto - propagandistico, ma non economico.
Come poi sia finita, lo ricordano tutti: Berlusconi accollò i debiti di Alitalia (finora stimati in 10 miliardi) alla fiscalità generale; vennero licenziati circa 12 mila dipendenti; AirFrance ha il controllo effettivo dell'Alitalia, anche se ne possiede solo il 25%, pagando solo 300 milioni e non ha investito un solo centesimo. Ma in compenso ha il monopolio della tratta MIlano-Roma, la più economicamente vantaggiosa.

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di Antonio Rispoli
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