Cronaca / Soldi

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Alla morte di Welby insultarono; ora pagano


Alla morte di Welby insultarono; ora pagano
16/06/2009, 19:06

Quanti ricordano Piergiorgio Welby? E' quella persona, malata di Sclerosi Laterale Amiotrofica, che fece parlare molto di sè quando cercò di ottenere un supporto legale alla propria decisione di suicidarsi, perchè la vita gli era ormai diventata insopportabile. Alla fine decise di farsi staccare il respiratore artificiale e di morire, anche se non ottenne il riconoscimento giuridico che desiderava.  Ma quando questo avvenne, familiari ed amici di Welby furono praticamente linciati per via mediatica, a cominciare da direttori di Giornale come Maurizio Belpietro, deputati come Gianmaria Volontè e Paola Binetti, ed associazioni estremiste cattoliche come Militia Christi. Il termine più usato fu "Assassini", rivolto ai compagni radicali, ai parenti e all'Associazione Luca Coscioni.
Ma oggi è arrivata una sentenza del Tribunale di Roma che ha reso giustizia ai compagni e ai familiari di Welby. Infatti, anche se è una sentenza di primo grado, è una sentenza che condanna i giornalisti - Belpietro in testa - che allora insultarono a pagare il risarcimento dei danni; ha condannato Militia Christi a pagare ben 60 mila euro di risarcimento danni. Gli unici che si sono salvati sono stati i parlamentari che - come fanno quasi sempre - si sono salvati nascondendosi dietro l'abuso dell'articolo 68 della Costituzione, nato per impedire che un parlamentare andasse in prigione per avere detto una cosa sgradita al potere ed usato ormai per priteggere i parlamentari dalle conseguenze delle loro violazioni di legge.
Non risarcirà il dolore, questo denaro, ma senz'altro è una bella soddisfazione.

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di Antonio Rispoli
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