Cronaca / Curiosità

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A otto anni pesa 100 kg

Allontanato “di peso” dalla mamma


Allontanato “di peso” dalla mamma
29/11/2011, 17:11

CLEVELAND HEIGHTS, STATI UNITI. Dopo un apparente assopimento della spinosa questione, il caso del bambino di Cleveland Heights, nell’Ohio, riapre il dibattito sull’importanza dell’alimentazione infantile. Il “piccolo” è stato sottratto alla custodia famigliare e dato in affidamento dopo che gli assistenti sociali della contea hanno stabilito che sua madre non faceva abbastanza per contenere il suo peso corporeo, a quanto riferisce il Cleveland Plain Dealer. Si pensi che a soli otto anni ha raggiunto il peso di 218 pounds, l’equivalente di un nostro quintale! I bambini obesi, secondo quanto riportato dal pediatra esperto di obesità infantile, il Dott. David Ludwig, possono sviluppare il diabete, avere problemi di colesterolo, apnee notturne e altre condizioni mediche, che potrebbero ridurre l’aspettativa di vita del bimbo stesso. Proprio qualche mese fa il bambino era stato portato in ospedale per gravi difficoltà respiratorie ed era stato sottoposto a una dieta dimagrante sotto la sorveglianza degli assistenti sociali. «Stanno cercando di farmi apparire come una madre che non ama il proprio bimbo, ma non è così. Sto cercando di cambiare la nostra dieta e il nostro stile di vita», dice sua madre. Arthur Caplan, docente di bioetica ed etica medica all’Università della Pennsylvania ha dichiarato al Plain Dealer che “un Bambino di 8 anni che pesa 100 chili è una bomba ad orologeria”. La stima del dipartimento statale della sanità dell’Ohio è per lo meno imbarazzante: oltre il 12 per cento dei bambini di otto anni in tutto lo stato sono gravemente obesi ( se ne contano ben 1380 nella sola contea di Cuyahoga ). Ma è la prima volta che responsabili della amministrazione statale intervengono in circostanze simili e sottraggono la custodia del figlio al genitore. Con non poca probabilità, questo caso di Cleveland accenderà un animato dibattito in merito al più o meno opportuno intervento dei servizi sociali nei casi di grave obesità di minori. Ma se avesse un senso scatenare un conflitto di attribuzione di colpa, voi a chi puntereste il dito? Alla madre? Alla scuola? Alla società? Non è certo facile dirimere la questione, ma di certo non è mancato chi si è astenuto dall’accusare il governo di ipocrisia nel favorire l’affidamento dei bambini obesi e parallelamente non fare alcunché per impedire la martellante pubblicità di cibo insalubre o vietare ai produttori di regalare giocattoli ai ragazzi che vanno regolarmente a “nutrirsi”, ma meglio sarebbe dire gozzovigliare, nei fast-food. Eh già, perché qualcosa suggerisce che il protagonista di questa vicenda, che vediamo ritratto nella foto, ne avrà mangiate di patatine!

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di Rosa Vetrone
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