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È Rosa Masiello, 44 anni, che viaggiava nell’auto travolta

Alluvione: ritrovato il corpo della seconda vittima a Matera

Ieri rinvenuto il cadavere del padre della donna

Alluvione: ritrovato il corpo della seconda vittima a Matera
12/11/2011, 10:11

MATERA – Anche il corpo di Rosa Masiello è stato ritrovato. La donna, 44 anni, è una delle vittime dell’alluvione di domenica scorsa che ha colpito Matera: l’auto sulla quale viaggiava con il padre, il marito e le nipotine era stata travolta da un fiume di fango. Il suo corpo è stato ritrovato poche ore fa, nel canale di contrada Pantanello, a circa cinque chilometri dal luogo dell’incidente. Solo ieri mattina è stato ritrovato il corpo del padre, l’87enne Carlo Masiello, in una località a quasi 20 chilometri di distanza dal luogo in cui l’automobile è stata travolta dal fango. Il corpo della donna è stato rintracciato dai Volontari dell’ambiente in un canneto, ricoperto da detriti, a pochi metri da una pista ciclabile. Le quattro squadre dei vigili del fuoco impegnate stamane erano dislocate sia nella zona di Montescaglioso che in quella più vicina al luogo in cui la donna e il padre, sorpresi in auto dal nubifragio, erano stati trascinati dalla corrente. Il marito della donna e due nipotine minorenni erano riusciti a salvarsi.

L’INCIDENTE DI DOMENICA SCORSA
Tanto Rosa Masiello quanto il padre Carlo Masiello erano su una Volkswagen Golf guidata dal marito della donna. La piena ha travolto la vettura, ma l’autista è riuscito a mettere in salvo due nipotine (gemelle di cinque anni) che erano a bordo. Poi l’auto è stata portata via con moglie e suocero. Tutti facevano parte di una grossa comitiva proveniente da Altamura, che aveva trascorso la giornata a cercare funghi e a pranzare in una casa colonica nei pressi di Matera. Quando la pioggia si è fatta insistente, hanno deciso di ripartire: solo un’auto è finita nel canale, le altre hanno potuto riprendere la strada del ritorno più tardi, dopo che un trattore ha risistemato alla meglio un tratto della strada franata.

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di Antonio Formisano
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