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In attesa della visita del Papa a Cuba il clima è teso

Almeno 50 dissidenti arrestati dalle forze di sicurezza

Si prevedono altri arresti, diffidato anche un giornalista

Almeno 50 dissidenti arrestati dalle forze di sicurezza
26/03/2012, 18:03

L’AVANA – Cuba si prepara ad accogliere nel migliore dei modi Papa Ratzinger. Il suo arrivo A Santiago de Cuba è previsto per le 14 ore locali che corrispondono alle 21 in Italia. A riceverlo ci sarà Raul il fratello di Fidel, anche se l’incontro più atteso è proprio quello con il Leader Maximo che avverrà a riflettori spenti non si sa ancora quando e dove. Il Papa ha fatto sapere di essere felice di incontrarlo per avere un colloquio dove possano emergere i diversi punti di vista.
Il programma ufficiale prevede inoltre che il Papa sia ricevuto anche dai vescovi tra cui il cardinale Jaime Ortega, arcivescovo dell'Avana e il vescovo di Santiago di Cuba, monsignor Dionisio Garcia. Alle 17.30, mezzanotte e mezza in Italia, celebrerà la prima messa all'aperto, sulla piazza 'Maceo' in occasione del 400esimo anniversario del ritrovamento della Virgen de la Caridad del Cobre.
Tante sono state le richieste di udienze con Benedetto XVI da parte di dissidenti, esuli, familiari di carcerati e persino le famose Damas in blanco, mogli, fidanzate o sorelle di prigionieri politici che una volta la settimana nella chiesa di santa Rita vestite di bianco, da qui il loro nome,  e con un giglio in mano fanno una processione in preghiera in segno di protesta silenziosa nei confronti della sorte dei loro congiunti. Chissà se Papa Ratzinger seguirà le orme di Giovanni Paolo II che 14 anni fa decise di non incontrarle per non precludersi l’incontro con Fidel. Con la visita di Giovanni Paolo II i cattolici ottennero di tornare in chiesa per festeggiare il Natale ed anche la vita delle parrocchie dopo anni di ostilità sta cambiando pian piano diventando più attiva anche se non è facile.
La speranza che è questa nuova visita del Papa le cose cambieranno sempre in meglio almeno per quella parte di cattolici che vogliono vivere la loro religione.


Aggiornato alle ore 18,38

Nonostante la visita del Papa sull’isola caraibica gli oppositori del regime continuano ad avere la vita difficile specialmente in questo particolare momento. Le forze di sicurezza cubane hanno infatti arrestato negli ultimi giorni almeno 50 persone  tra Donne in Bianco (Damas de Blanco) e dissidenti politici tra cui 29 attivisti del movimento politico dissidente. Il numero degli arrestati potrebbe comunque crescere perché i membri del movimento sono decisi a partecipare alle messe papali a Santiago de Cuba (il 26 marzo) e all’Avana (il 28 marzo) ed i funzionari hanno già avvertito che se scoperti potrebbero arrestarli.
Non ancora si conosce la sorte degli arrestati e nemmeno il tempo di detenzione, anche se la maggior parte è dell’idea che si tratti di una severa prevenzione per evitare problemi durante la visita del pontefice. Ma questa non è stata l’unica misura preventiva, infatti le autorità cubane hanno disposto l’interruzione delle comunicazioni telefoniche di molti dissidenti, ed anche un giornalista è stato diffidato per la frequentazione di “controrivoluzionari”.
Il clima dunque che si respire è molto teso, anche se le autorità locali vorrebbero dimostrare al mondo, con questa vetrina della visita del Papa, che qualcosa è cambiato nello Stato ma allo stesso tempo sono pronti a tutto pur di evitare proteste pubbliche.
 La figlia di Fidel Castro Alina Fernandez che  nel 1993 è scappata da Cuba indossando una parrucca e usando i documenti falsi di una turista spagnola per approdare negli States, intervistata sulla visita del Pontefice a Cuba e proprio a proposito dei dissidenti alla domanda: “Benedetto XVI dovrebbe incontrare i dissidenti?” ha risposto «Credo di sì. Io non voglio criticare da lontano, ma penso che sarebbe importante. Dicono che non può farlo perché questa è una visita pastorale, e quindi il Papa non può compiere gesti politici, ma è un argomento contraddittorio che non regge. Perché, come pastore, non dovrebbe vedere i fedeli contrari al regime?».
Infine c’è anche il giallo Chavez che ufficialmente è arrivato all’Avana per le sessioni di radioterapia conseguenti al suo recente intervento anche se fonti vicine affermano che vorrebbe incontrare il Papa in un udienza privata. Che in questo caso però sarebbe concessa. Verrebbe da chiedersi: ma davanti a Dio, dissidenti, ladri e capi di Stato non sono tutti uguali? E non dovrebbe dunque essere offerta a tutti la stessa possibilità?
 



 

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di Simona Buonaura
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