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Alto Adige: CasaPound Italia, dopo il successo del corteo a Bolzano la mobilitazione continua


Alto Adige: CasaPound Italia, dopo il successo del corteo a Bolzano la mobilitazione continua
07/03/2011, 12:03

Roma, 6 marzo – ‘’Siamo scesi in piazza a Bolzano per dimostrare che l’Italia è una sola, dal Brennero a Lampedusa. E’ stata una festa, una manifestazione gioiosa a cui hanno partecipato delegazioni di Cpi da ogni regione italiana: una risposta di popolo per dire sì alla convivenza ma no all’arroganza di quei pochi che, per squallidi motivi di poltrone e indifferenti anche a cosa pensano i cittadini, vorrebbero cancellare con un tratto di penna l’identità italiana dell’Alto Adige e la storia eroica di chi l’ha costruita’’. Lo afferma Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, facendo il bilancio della manifestazione nazionale tenuta ieri pomeriggio da Cpi nel capoluogo altoatesino per protesta contro il depotenziamento dei monumenti eretti a Bolzano tra le due guerre stabilito da un accordo tra l’Svp e il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.

‘’Non è certo cancellando l’arte che si risolvono i problemi del paese – sottolinea Iannone - Contro il corteo di Cpi a Bolzano c’è stata una campagna mediatica infamante, alimentata dai soliti noti, che alla fine si sono ritrovati in un centinaio a invocare un ‘atto di coraggio’ per smantellare i monumenti italiani della città, quei monumenti che sono un pezzo anche della loro identità. A pochi passi da loro c’erano i militanti di CasaPound che chiedevano il rispetto per la storia e l’arte di una città che è a tutti gli effetti
italiana: ed è stata una vittoria vedere tanti cittadini che magari ci avevano accolto con diffidenza dopo tante menzogne unirsi al nostro
corteo: quattromila persone che hanno sfilato ordinate e gioiose nel centro della città per gridare che Bolzano è Italia’’.

‘’La mobilitazione di Cpi – aggiunge il leader di CasaPound Italia - non comincia né finisce qui: prima di sfilare in corteo in piazza della Vittoria, abbiamo organizzato presidi davanti a Montecitorio e al ministero dei Beni culturali e ora la nostra battaglia continuerà con nuove manifestazioni fino a quando non avremo la certezza che chi ha voluto svendere il sangue dei nostri nonni per qualche voto in parlamento non andrà a casa e non saremo sicuri che quei monumenti non verranno toccati’’.

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di Redazione
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