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La scoperta dell' Università di Southampton

Altro che impronte, per rivelare l'identità serve orecchio


Altro che impronte, per rivelare l'identità serve orecchio
14/10/2010, 16:10

SOUTHAMPTON – Per rivelare l’identità da oggi potrebbe bastare l’orecchio. A dirlo, un gruppo di studiosi dell’Università di Southampton, che hanno scoperto che i ricettori cartilaginosi sarebbero più efficaci delle impronte digitali e del colore degli occhi.
La scoperta è avvenuta grazie ad un nuovo software messo a punto dai ricercatori, che, opportunamente utilizzato, consente di osservare e misurare il padiglione auricolare. Perfezionato fotografando 252 orecchie di persone diverse, il sistema si è dimostrato affidabile nel 99% dei casi ed è stato presentato poche settimane fa alla IV Conferenza Internazionale di Biometrica.
Scopo della ricerca, è quella di migliorare l’affidabilità aeroportuale: immortalando le orecchie dei viaggiatori, sarebbe possibile identificarli senza altri sistemi e in maniera più precisa. "Rughe e segni del tempo rendono difficile l'identificazione” – spiegano i responsabili – “mentre l'orecchio resta più o meno il solito dalla nascita alla morte. Spesso, poi, davanti all'obiettivo le persone fanno facce strane, che distorcono la loro reale fisionomia. E chi fa lavori che usurano le mani, come il panettiere o il piastrellista, spesso ha le impronte digitali irriconoscibili".Le orecchie, insomma, saranno meglio di qualsiasi body scanner.

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di Ornella d'Anna
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