Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Si allunga inesorabilmente la lista dei suicidi per la crisi

Altro suicidio, falegame si spara un colpo in testa

Giuseppe Libertino aveva 48 anni

Altro suicidio, falegame si spara un colpo in testa
22/05/2012, 19:05

AVELLINO - Un colpo di fucile alla testa: così all'alba si è tolto la vita nell'ufficio della sua falegnameria a Baiano (Avellino), piegato dalla crisi che da un anno a questa parte lo aveva messo in ginocchio. Giuseppe Libertino aveva 48 anni e sin da ragazzo aveva cominciato a lavorare nella falegnameria del padre che in trent'anni era riuscito a trasformare in una piccola e solida azienda. Il sogno realizzato di un capannone industriale, il lavoro che non mancava, poi le prime difficoltà: riduzione delle commesse, crisi di liquidità, esposizioni debitorie nei confronti dei fornitori sempre più consistenti che crescevano giorno dopo giorno. L'imprenditore si è visto in un vicolo cieco e stamattina ha deciso di uscirne con la più tragica delle soluzioni. È uscito prestissimo di casa per raggiungere la falegnameria in via Calabricito, poco distante dall'abitazione, sulla strada provinciale che costeggia l'autostrada Napoli-Bari. Nel suo ufficio, ha tirato fuori il fucile che deteneva legalmente e ha premuto il grilletto. Non ha lasciato niente di scritto ai familiari e ai suoi due giovanissimi figli. Libertino viveva separato dalla moglie che è stata avvertita dai carabinieri a Bologna, dove si è trasferita dopo la rottura del matrimonio. Smentita la voce, che si era fatta strada per la presenza sul posto anche dei militari della Guardia di Finanza, di una ingiunzione di pagamento emessa a suo carico da Equitalia che avrebbe sconvolto l'imprenditore inducendolo al suicidio. Per i carabinieri, il caso nella sua drammaticità è chiuso: Giuseppe Libertino stava assistendo alla fine di un sogno, coltivato sin da ragazzo e portato avanti con anni di duro lavoro, mandato in frantumi dai debiti e dalle vergogna di non poter più onorare quelli contratti con altri piccoli imprenditori della zona ai quali in trent'anni non aveva mai mancato di parola. Sconcerto e rabbia nella piccola città di Baiano. Il sindaco Enrico Montanaro, eletto il 7 maggio scorso, ha espresso il proprio cordoglio ai familiari e il dolore dell'intera comunità, dove Libertino era conosciuto e stimato per il suo lavoro.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©