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Nominato ufficialmente il successore di bin Laden

Al-Zawahiri è il nuovo leader di Al Qaeda

Ex dottore egiziano, ritenuto da sempre “l’erede”

Al-Zawahiri è il nuovo leader di Al Qaeda
16/06/2011, 09:06

DUBAI - È Ayman al-Zawahiri, 60 anni fra tre giorni, egiziano ed ex pediatra, il successore di Osama bin Laden al vertice di Al Qaeda: lo ha riferito l’emittente televisiva panaraba “al-Arabiya”, con sede a Dubai, citando un comunicato diramato dall’organizzazione terroristica stessa.
Massimo ideologo del gruppo clandestino, da sempre luogotenente del fondatore di Al Qaeda, Zawahiri ne era considerato il più probabile erede. L’8 giugno scorso era apparso in un video della durata di 28 minuti, nel quale giurava di portare avanti il “jihad”, la guerra santa agli infedeli, “sfidando tutti”: e quindi contro Israele, gli Stati Uniti, l’intero Occidente e “gli invasori delle terre musulmane”, nel nome di “una Nazione ribelle che si è risvegliata dal sonno”. Il messaggio era stato interpretato proprio come la prima reazione pubblica di Al Qaeda alla morte di bin Laden, ucciso dalle forze speciali Usa il 2 maggio scorso nel suo rifugio pakistano di Abbottabad.
Tuttavia, fino a oggi la successione effettiva allo sceicco del terrore era stata posposta: si vociferava, infatti, che una parte della base dell’organizzazione non si fidasse dell’ex medico egiziano, da qualcuno addirittura considerato come colui che avrebbe tradito bin Laden. Al posto di quest’ultimo, il 17 maggio, era perciò stata annunciata la nomina ad interim di un connazionale di Zawahiri, il cinquantenne Saif al-Adel, già ufficiale delle “teste di cuoio” del Cairo, ritenuto l’orchestratore dei sanguinosi attentati dell’agosto 1998 alle ambasciate americane in Kenya e in Tanzania, costati nel complesso la morte di 98 persone e il ferimento di oltre mille. La nomina ufficiale di Zawahiri non è però una sorpresa: considerato tra i più probabili successori, il dottore egiziano fa parte di Al Qaeda da oltre un decennio, da quando, in nome della comune lotta contro “gli ebrei e i crociati”, l’ala egiziana del jihad si unì a quella che faceva capo al miliardario saudita.

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di Antonio Formisano
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