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Amato: l’ASL di Caserta sta sorpassando i limiti della decenza



Amato: l’ASL di Caserta sta sorpassando i limiti della decenza
26/01/2011, 13:01

«L’ASL di Caserta sta sorpassando i limiti della decenza, quanto sta avvenendo non è più tollerabile, Caldoro assuma una posizione» lo afferma in una nota il Presidente della Commissione Regionale sui Beni Confiscati Antonio Amato dopo aver visionato il filmato che testimonia della storia di Felicia, realizzato dal giornalista Raffaele Sardo e caricato su You Tube (correlato all’articolo) una donna affetta da distrofia muscolare, cui l’Asl ha annullato il budget di cura sospendendo l’assistenza domiciliare «La testimonianza di Felicia lascia sgomenti. Si toglie la necessaria assistenza ad una donna affetta da una terribile malattia, la distrofia muscolare, costretta su una sedia a rotelle, necessitata al supporto di una macchina per respirare. In pratica è stata abbandona a se stessa da 14 gennaio. E questo è solo uno delle decine e decine di budget di salute che l’Asl sta sospendendo e non rinnovando dall’inizio di gennaio. Lo stiamo denunciando pubblicamente da mesi» afferma Amato «E la motivazione dei tetti di spesa è palesemente fasulla. Si è dimostrato il risparmio garantito da questo strumento, che permette inoltre un’assistenza di qualità, con la territorializzazione ed il superamento dell’istituzionalizzazione delle persone che vivono disagio. Inoltre è lo strumento che depermette alcune tra le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati, tra cui la villa di Sandokan a via Bologna per il supporto a ragazzi autistici, ed il bene intitolato ad Alberto Varone a Sessa Aurunca. Uno strumento» continua Amato «che dovrebbe essere un fiore all’occhiello da estendere. Ma che ha il grave difetto di contrastare con occulti interessi. Così, i budget di salute continuano ad essere messi in discussione come conferma un’ultima riunione della dirigenza dell’Asl con la consulta del Terzo Settore nella quale addirittura sembra siano stati negati impegni precedentemente assunti ed esclusa la riabilitazione dalle possibilità di intervento con budget di salute. Il risultato» dice il Presidente della Commissione regionale «sono l’abbandono delle persone sofferenti come Felicia, costi sanitari che aumentano, ma a favore di soliti noti, la prossima chiusura di progetti su strutture confiscate come la Villa di Sandokan. Il Consiglio regionale si è espresso all’unanimità per evitare questa azione sciagurata» conclude Amato «ma dal 28 dicembre attendiamo un impegno di Caldoro che invece ancora non c’è stato. Io ho già preparato un emendamento in finanziaria per sostenere questo strumento, ed attendiamo che la legge completi il suo iter. Nel frattempo però, Caldoro, da tempo informato della situazione, intervenga: il suo silenzio, la sua assenza di iniziativa su questa scabrosa vicenda, come commissario straordinario alla sanità e Presidente della giunta, non è più tollerabile e rischia di diventare complice»

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di redazione
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