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Gli imputati assolti per il decesso di un altro operaio

Amianto killer, condannati due dirigenti della Italcantieri


Amianto killer, condannati due dirigenti della Italcantieri
16/02/2009, 21:02

Hanno incassato un anno di reclusione per la morte da amianto di un operaio l’ex direttore e l’ex presidente del Cantiere navalmeccanico di Monfalcone (Gorizia), Manlio Lippi e Giorgio Tupini. Il processo riguardava la morte di Antonio Valent, operaio della ex Italcandieri di Monfalcone, deceduto 11 anni fa per un tumore ai polmoni contratto, secondo l’accusa, in seguito all’esposizione all’amianto. Secondo il pm Annunziata Puglia, Valent aveva ricevuto mansioni di tubista, che prevedevano l’utilizzo di una miscela di cemento e amianto, senza che venissero adottate misure di sicurezza adeguate. L'accusa aveva chiesto la condanna a due anni per entrambi gli imputati, pena sollecitata anche dall'avvocato di parte civile, Francesco Donolato.

Il giudice ha condannato i due imputati anche al risarcimento danni, da definire in sede civile, e a una provvisionale esecutiva di centomila euro ciascuno, a beneficio della figlia e della moglie di Valent.

Quello odierno è il secondo processo concluso con una sentenza di condanna, su centinaia di fascicoli aperti dalla magistratura di Gorizia per altrettanti casi di operai dei cantieri monfalconesi deceduti per malattie riconducibili all'esposizione all'amianto. La prima sentenza di condanna era stata pronunciata lo scorso 2 aprile.

Gli ex presidenti del cda e l'ex direttore della ex Italcantieri Giorgio Tupini, Vittorio Fanfani e Manlio Lippi, sono stati assolti oggi dal giudice monocratico di Gorizia, nell'ambito di un processo per omicidio colposo in relazione alla morte, nel 1995, di un ex operaio del cantiere navalmeccanico di Monfalcone (Gorizia), Giuseppe Piazza, per una malattia polmonare. Il pm Annunziata Puglia aveva chiesto l'assoluzione, seppure con la formula dubitativa, ''per la mancanza del nesso causale certo tra la malattia e l'esposizione all'amianto''. L'assoluzione era stata sollecitata anche dai difensori dei tre imputati.

 

 

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di Nico Falco
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