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"Rispettiamo unicamente la Costituzione"

Amirante:"La consulta non ha alcun colore politico"


Amirante:'La consulta non ha alcun colore politico'
25/02/2010, 18:02

ROMA - Parole forti, inequivocabili e decise quelle che, il Presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante, ha rilasciato quest'oggi tra le pagine del Corriere della Sera. Per testimoniare la frenetica e variegata attività dell'organo consultivo-giudiziario, Amirante ha cominciato il suo consueto incontro annuale con la stampa presentando tutti i provvedimenti più importanti adoperati dalla magistratura durante il 2009 (342, di cui 162 sentenze con +7% rispetto al 2008). Come si legge sul Corriere:"la Corte dal primo gennaio 2009 è cambiata soltanto per un componente (Paolo Grossi, nominato dal Capo dello Stato, ndr). Chi volesse vedere nelle sentenze non dico un disegno, ma anche soltanto un orientamento coerente sul piano, alla Corte estraneo, della politica di questo o quel partito, di questo o quel movimento, resterebbe deluso"
Nel delicatissimo e difficilissimo periodo attuale che prefigura una seconda e più vasta tangentopoli, lo scontro tra i istituzioni è quanto mai aspro e, come lo stesso Amirante ricorda:"Quando si delegittima un'istituzione, a lungo andare si delegittima lo stesso concetto di istituzione  e, privo di istituzioni rispettate, un popolo può anche trasformarsi in una massa amorfa". La moda attuale che vede un politico accusare i pm di "attacco politicizzato" un giorno si e l'altro pure, rischia dunque di provocare effetti devastanti nel medio-lungo periodo e di favorire una lotta intestita tra organi statali che non farebbe altro che danneggiare soprattutto chi lo Stato lo popola. Il presidente ricorda poi che, la Corte Costituzionale, deve essere "sensibile ai segni dei tempi o della Storia, ma anche, aggiungerei, indifferente ai clamori della cronaca".
Importante è poi la parte di discurso inerente al potere del popolo ed al chiarimento sull'art. 1 proposto dal presidente.
Secondo il numero della Consulta, infatti, se è vero che "l'art.1 della Carta prevede che la sovranità appartiene al popolo" è anche vero che, "subito dopo stabilisce che questo la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Il no secco ad ogni tentazione a metà tra il populista ed il giacobini appare dunque chiaro.

TROPPI CONFLITTI TRA STATO E REGIONI
In conclusione di discorso, Amirante ha poi sottolineato l'enorme mole di ricorsi e di beghe giudiziarie tra Stato e regione; definendo "patologica" la tendenza al ricorso sia degli organi centrali che di quelli decentrati. "Non credo - ha affermato infatti il magistrato - che i cittadini ritengano normale e proficua la frequenza delle controversie tra Stato e Regioni ed il continuo intervento della Corte per definire i confini delle loro rispettive competenze legislative"

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di Germano Milite
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