Cronaca / Sangue

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Scampia: la guerra continua

Ammazzato capozona dei Vannella-Grassi


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Ammazzato capozona dei Vannella-Grassi
29/08/2012, 12:46

NAPOLI - E’ guerra aperta a Scampia, tutti contro tutti in quella che è la piazza di spaccio più grande ed estesa d’Europa. Si continua a morire a all’ombra delle vele della vergogna e ieri sera è toccato ad un altro dei capi zona della droga, Gennaro Ricci, esponente di spicco dei Vannella Grassi, caduto alla Vela celeste sotto i colpi dei killer che lo hanno inseguito e freddato con decine di proiettili. Nell’agguato sono rimasti feriti altre due persone che erano con Ricci al momento dell’agguato. Secondo gli investigatori si tratta della nuova guerra tra il clan degli Abete-Abbinante-Notturno, contro la vecchia e nuova guardia tra Secondigliano e Scampia, i maniera particolare i Vannella- Grassi per il controllo dei traffici illeciti soprattutto quello della droga. I retroscena sempre gli stessi: la storica guerra tra il clan Di Lauro, egemone nell’ambito della criminalità organizzata partenopea e i cosiddetti ‘Scissionisti’. Ma nella nuova ‘Gomorra’ esistono anche gli scissionisti degli scissionisti, costole fuori controllo come la fazione dei “girati” che remano per loro conto senza avere alcun riferimento criminale. In questo panorama allucinante fatto di sangue e polvere bianca si alza forte la voce della procura napoletana che per bocca del neo procuratore Colangelo e del braccio destro Pennasilico fanno sapere che i loro ufficio aveva già previsto il degenerare della faida, ma le loro voci sono rimaste inascoltate. Altra voce grossa è quella del presidente dell’ottava Municipalità Angelo Pisani, da sempre in trincea proprio all’ombra delle vele. Il grido d’allarme del responsabile della sezione comunale di quartiere si riferisce a denunce già fatte in passato sullo stato delle cose in Municipalità. In maniera particolare Pisani chiede l’intervento dell’Esercito che garantisca la vivibilità e la sicurezza di un perimetro su cui lo Stato ha perso il controllo.

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di Rosario Lavorgna
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