Cronaca / Sangue

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Per gli inquirenti continua la faida di camorra

Ammazzato per strada, c'è il video dell' esecuzione


Ammazzato per strada, c'è il video dell' esecuzione
10/03/2014, 13:32

AFRAGOLA (NA) -

Gennaro Caliendo, 36 anni del rione Salicelle di Afragola, comune a nord di Napoli, è stato ammazzato sabato sera a seguito di un agguato a pochi passi dallo svincolo dell’ Asse mediano, al corso Meridionale dello stesso Comune di Afragola. Incuranti che il posto fosse ancora affollato di passanti, tra i quali molti bambini, i killer, due secondo quanto riferito dai numerosi testimoni, hanno esploso una ventina di colpi di pistola per uccidere Caliendo, dei quali 10 hanno raggiunto l’ obiettivo alla nuca, al collo ed all’ addome. Anche se resta difficile risalire ai veri motivi di questo ultimo omicidio dell’ area a nord di Napoli, gli inquirenti hanno tra le mani il video dell’ esecuzione di Gennaro Caliendo. Quest’ ultimo infatti, per riuscire a sfuggire all’ agguato, ha tentato una manovra disperata con la sua auto ma è andato a sbattere contro la struttura che regge una telecamera di sorveglianza la quale ha ripreso tutta la scena e poi la fuga dei sicari. Quindi esiste una prova visiva del raid che è al vaglio in queste ore degli uomini del commissariato di Afragola guidati dal vice-questore aggiunto, Sergio Di Mauro, coadiuvati dalla sezione investigativa e dagli esperti della Squadra Mobile di Napoli. Secondo i primi elementi nelle mani degli investigatori l ‘omicidio di sabato sera potrebbe inserirsi nella faida di camorra che sta insanguinando l’ hinterland di Napoli in questi ultimi mesi. Innanzitutto si parte dai trascorsi giudiziari di Caliendo: dopo varie denunce per rapina, arriva la condanna a 15 anni di galera per l’ omicidio a scopo di rapina di Rodomonte Chiacchio, 18enne, colpito da una coltellata. Un delitto per il quale Caliendo, soprannominato “Gennarino o’ tossic”, si era sempre proclamato innocente. Dopo la scarcerazione il giudice del tribunale di sorveglianza gli concesse la semilibertà. Infatti la sera dell’ omicidio la vittima doveva presentarsi entro le 8 al carcere di Secondigliano. A questo si aggiungono le sue frequentazioni. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti Caliendo, che lavorava in un negozio di barbiere per l’ opera di reinserimento nel mondo del lavoro, si sarebbe incontrato con Stefano Forte, 38enne anche lui del rione Salicelle di Afragola, che è stato ritrovato carbonizzato in un’ auto nelle campagne di Casandrino, vicino ad Afragola, appena una mese fa. Dunque per le forze dell’ ordine un collegamento tra i due omicidi c’è, anche se le ipotesi e i dubbi restano tanti. Gli uomini della Polizia stanno cercando anche di capire quale è il nuovo scenario che si sta materializzando nel rione Salicelle di Afragola. Sempre secondo gli inquirenti pare che la mutazione criminale proverrebbe dal di fuori. Nuovi personaggi che, aiutati da un’ ondata di arresti avvenuti 4 anni fa e che hanno decimato i gruppi ritenuti affiliati ai clan afragolesi, hanno avuto campo libero per poter trasformare il quartiere in un business milionario: droga, sigarette di contrabbando ed usura. E Caliendo, sempre secondo gli investigatori, avrebbe tentato di ritagliarsi uno spazio autonomo in questo tipo di affari. Ma, giusto ricordarlo, si tratta soltanto di ipotesi investigative. Certo è che per adesso il numero dei morti ammazzati nell’ area a nord di Napoli è salito a 7 dei quali 3 carbonizzati e 4 uccisi a colpi di pistola.  

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di Giovanni Concas
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