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Amnesty: "2008 annus horribilis. L'Italia? Razzista"


Amnesty: '2008 annus horribilis. L'Italia? Razzista'
28/05/2009, 09:05

Secondo Amnesty International, il 2008 è stato un anno disastroso per i diritti civili. Un anno che si è aperto con le stragi in Kenya ed è finita con quella carneficina che è stata l'operazione "Piombo Fuso" condotta dall'esercito israeliano a Gaza, dove sono stati trucidati oltre 1500 civili (dato ufficiale, ma pare che ci siano state moltissime persone morte dopo a causa delle ferite riportate unite alla mancanza di medicinali, dato che Israele blocca il passaggio alle proprie frontiere di cibo, acqua e medicinali, ndr). E in mezzo i tanti provvedimenti presi dai Paesi occidentali contro quelli economicamente più deboli, magari con la scusa della crisi.
Una menzione particolare se l'è meritata l'Italia, una delle maglie nere del rapporto. Sotto accusa molte delle leggi e delle decisioni del governo Berlusconi. A cominciare dalla legge sulla sicurezza, che introduce il reato di clandestinità e priva di diritti fondamentali, quali la possibilità di accedere alla sanità e all'istruzione, gli extracomunitari. Ma anche la politica dei respingimenti, dato che è stata fatta in aperto contrasto con le norme del diritto internazionale, in particolare impedendo agli immigrati di chiedere asilo per verificare se ne avevano diritto. Inoltre sono aumentati in Italia i gesti di violenza e di intolleranza verso extracomunitari e soprattutto verso i rom, che ormai sono di fatto un gruppo emarginato dalla popolazione italiana.
Molta preoccupazione inoltre è stata espressa da Amnesty International per la completa impunità di cui godono i poliziotti italiani che commettono reati. Il riferimento è alla sentenza sul G8 di Genova (condannati in primo grado solo poche persone e a pene lievissime) ma anche ai casi Sandri e Aldovrandi. Il primo è Gabriele Sandri, il ragazzo ucciso nell'area di servizio dell'autostrada di Badia al Pino da una pallottola sparata dalla pistola dell'agente Luigi Spaccarotella. Il secondo è Federico Aldovrandi, un ragazzo di Ferrara, per cui era stato detto che era morto per cause naturali, dato anche il certificato di morte che lo confermava. Anche se in realtà, grazie alla testardaggine della madre che ha usato tutti i mezzi per farlo sapere in giro, il cadavere riportava segni di fortissimi traumi ricevuti dopo essere stato ammanettato; addirittura fratture alle costole, segno che qualcuno gli è salito sul petto mentre stava steso. E gli unici che potevano avergli fatto questo dopo averlo ammanettato erano i quattro poliziotti che stavano con lui.

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di Antonio Rispoli
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