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Le cose di cui non parla nessuno

Anche con Berlusconi il diavolo è nei particolari


Anche con Berlusconi il diavolo è nei particolari
13/03/2011, 18:03

Ho voluto aspettare qualche giorno, aspettando che persone più illustri di me nel mondo del giornalismo (cioè quasi tutti) facessero notare le cose essenziali dette da Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa in cui ha presentato quella che lui chiama "la riforma della giustizia". Ma, a quanto pare, nessuno ha fatto notare i dettagli, quindi vediamoli un attimo.
Innanzitutto la cosa fondamentale: è o non è una riforma ad personam? Berlusconi ha detto di no, ed anche il Ministro della Giustizia l'ha negato. Ma siamo sicuri? Se si va a riguardare la conferenza stampa, Alfano ha detto: "L'abbiamo anche scritto, la legge costituzionale non si applica ai processi in corso". Ora il fatto è positivo: ci mancava anche che cambiassero la Costituzione su misura per Berlusconi. Tuttavia il "pacchetto" è fatto anche da 10 leggi ordinarie. Queste sono ad personam? SIlenzio sulla vicenda. Ed ovviamente gli pseudo-giornalisti ammessi si sono ben guardati dal fare domande serie.
Alcune lo sono per i reati che Berlusconi sta commettendo e commetterà. Per esempio, quella che toglie ai Pm la possibilità di dare ordini alla Polizia Giudiziaria. Questa legge bloccherà qualsiasi indagine sgradita al governo, dato che la Polizia prende ordini dal Ministro dell'Interno, i Carabinieri da quello della Difesa e la Guardia di Finanza dal Ministro delle Finanze; ma, se uno corrompe il poliziotto giusto, anche qualunque indagine e basta. Ma ce n'è almeno una che vale sicuramente per i processi in corso: la legge Pecorella. E l'ha detto lo stesso Berlusconi, quando ha fatto vedere quel disegnino su come la separazione delle carriere equipari le posizioni tra Pm ed avvocato (cosa del tutto falsa, ma ne parleremo in altro momento). Ha detto che, per fare un giusto processo, "gli avvocati devono poter portare tutti i testimoni che vogliono, senza che i giudici possano impedirglielo". Che vuol dire?
In un processo, c'è la fase di apertura del dibattimento, in cui il giudice dà lettura (o dovrebbe darla, dato che è un formalismo che non viene fatto quasi mai) del capo di imputazione, dopo di che prima il Pubblico Ministero, poi le parti civili (se ci sono) ed infine le difese presentano le prove di cui intendono avvalersi durante il processo. In particolare, chiedono di sentire i testimoni, la cui lista va presentata alcuni giorni prima dell'udienza. Ma poi sta al Tribunale decidere se le liste testimoniali sono ammissibili o no. E capita spesso che le liste vengano tagliate. Di solito è inutile sentire più persone su uno stesso argomento. Inoltre spesso i difensori fanno venire testimoni che non sanno nulla dei fatti, ma vengono per cercare di screditare l'attendibilità dei testimoni della parte avversa. Ma la maggior parte dei giudici, attenendosi alla legge, rifiuta di sentire queste persone. Quindi in oltre la metà dei processi, la lista testimoniale dei difensori viene tagliata. Ai Pm capita meno spesso; di solito conoscono il modo di fare del giudice e quindi sanno se possono ampliare la lista oppure ridurla all'osso.
Già nel 2004 l'avvocato del premier Gaetano Pecorella presentò una norma che invece vietava quest'opera di controllo sulle liste testimoniali da parte del giudice. A cosa serve? A mandare i processi in prescrizione. Infatti, così l'avvocato di una persona facoltosa (comunque le citazioni dei testimoni fanno fatte per raccomandata, quindi costano) può decidere di citare tutti gli abitanti di una grande città, per esempio. A quel punto, anche se si vogliono perdere 5 minuti a testa (il tempo di farli sedere, fargli dire le generalità e chiedergli se sa qualcosa della vicenda) in una udienza non si possono sentire più di un centinaio di testimoni (12 persone all'ora per 8 ore di lavoro reale, al netto delle pause), basta presentare 10 mila testimoni, per andare avanti per molti anni, dato che i giudici non possono tenere più di 10 o 15 udienze all'anno per processo, se va bene.
Insomma, l'ennesima dimostrazione che ci troviamo di fronte a leggi ad personam, fatte per salvare il premier dai proessi.

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di Antonio Rispoli
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