Cronaca / Giudiziaria

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Anche i ricchi rubano


Anche i ricchi rubano
28/10/2012, 07:42

 

ANCHE I RICCHI RUBANO!

 

 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco

 

Quando scoppiò “Tangentopoli”, la parola d’ordine era: “Basta con i politici di professione!”, tutti chiedevano a gran voce che fossero i cittadini a diventare protagonisti della politica. La sinistra, ed in particolare il nuovo quadro dirigente che era sorto dalle ceneri del PCI, chiedeva a gran voce che fosse la “Società Civile” ad assumere un ruolo dirigente in politica. La prima Giunta Bassolino Sindaco di Napoli, del 1993, era formata, solo da professori universitari e professionisti affermati.

Per la sinistra era il tempo che se non avevi una laurea, non eri affidabile. Mentre a destra, la discesa in campo di Berlusconi portò all’affermazione di un principio molto opinabile: “un ricco non ha nessuna necessità di rubare!”

Per noi che facevamo politica dall’età di 18 anni e che avevoamo sacrificato per il sindacato ed il npostro partito tutto il mio tempo , quello della gioventù, che avevamo trascorso notti intere a studiare e leggere documenti politici, trattati di economia, di storia e di sociologia, che avevoamo letto mille riviste e diecimila giornali, che avevamo combattuto tutte le battaglie della sinistra per il progresso e che avevamo pagato, come tutti i nosrti coetanei il prezzo di una militanza totale che dopo cento esami ero ancora uno studente fuori corso,pernoi non c’era posto nella politica italiana di quel tempo, perché non eravamo società civile, ne tanto meno ricco!

In seguitoabbiamo corretto il nostro errore e ci siamo laureati, ma non siamo riusciti a diventare ricchi, forse non ne avevamo la predisposizione, oppure, più semplicemente, non abbiamo mai sentito il bisogno di esserlo.

Eppure, il non essere ricco, in questi 18 anni era quasi una colpa, una patente di fallimento, una esplicita affermazione di incapacità.

“Berlusconi è ricco, è un grande manager, non ruberà e porterà il nostro paese al successo come ha fatto con le sue aziende e con il suo Milan”.

Alla luce di quanto è avvenuto in questi anni, la “Società Civile”, non ha dato grande prova di se, sia al Comune di Napoli che in Regione, i risultati non sono sembrati incoraggianti, ne tanto meno esaltanti. In Parlamento le cose sono addirittura sconfortanti, perché i medici, gli avvocati, i magistrati,gli imprenditori, i commercialisti ed i docenti, che sono la maggioranza assoluta dei parlamentari, sono inquisiti, condannati o sono rappresentanti di politiche squallide e riprovevoli.

Il medico Scilipoti, il magistrato Papa, sono solo un esempio di una lista lunga di oltre 100 nomi di persone che avevano carriere consolidate, condizioni di vita agiata e soddisfazioni personali. Pensate agli avvocati di Berlusconi: Ghidini e Pecorella, pensate alla Bongiorno, avvocato di Andreotti e dell’allenatore della Juventus Conte, che non avrebbero avuto nessun bisogno di entrare in Parlamento eppure ci sono. Sicuramente, qualcuno dirà, ti sei dimenticato della sinistra, non me ne sono dimenticato, anche tra le loro fila si è infiltrato il virus della corruzione, ma a differenza della destra, non sembra un sistema, ma squallide vicende individuali di malaffare

Non c’era verso nel 1994 di convincere la gente che Berlusconi la sua ricchezza la aveva fatta con la speculazione edilizia, con la speculazione finanziaria e con le truffe al fisco, con il Lodo Mondadori e con mille altre astuzie e reati.

Non c’era verso di convincere la gente che il Cavaliere avrebbe continuato a rubare, a sperperare ed arricchirsi alle spalle del nostro paese. Non c’era verso di convincere la gente che Berlusconi con Gonfalonieri, Previti e Dell’Utri, avrebbe esteso il suo sistema di corruzione in tutto il paese, traendone enormi benefici. Con l’aiuto di una stampa e di televisioni di proprietà, l’uomo della provvidenza, si è arricchito alle spalle degli italiani, sprofondando il nostro paese in una crisi senza fondo. Oggi, di fronte allo sfascio della “Politica del Fare”, di formighiana memoria, si tenta di dare a Fiorito, a Belsito ed a Lusi tutta la colpa della corruzione della “Casta”.

Si, perché nel 1993 i responsabili erano i politici, oggi la colpa è di una indistinta “Casta”, che non si sa quando sia nata e perché sia diventata tanto forte.

La verità ci mette tempo a farsi avanti, spesso arriva parziale, ma chi vuole sapere, può avere tutte le sue soddisfazioni.

Da una attenta ricerca della “Repubblica” apprendiamo che dal 1994 ad oggi il patrimonio personale di Berlusconi è passato da 162 milioni di euro a ben 3 Miliardi e Mezzo.

Si, avete letto bene, il Cavaliere, per ogni giorno della sua attività politica ha guadagnato 400.000 euro. Il capo della “casta” è proprio lui, l’ineffabile signore di Arcore che ha preso in giro ed ha truffato l’intero paese.

Finalmente è arrivata do po 20 anni la sentenza che condanna il Cavaliere a 4 anni di reclusione e 10 milioni di multa per aver frodato il fisco nel traffico dei film tra gli USA e l’Italia. Per il lodo Mondadori ha dovuto sborsare 562 milioni di euro, per la corruzione dei Giudici si è salvato con la prescrizione, ed ora è in Tribunale per il caso Rubbi. Mentre, La Vitola ed altri, lo stanno trascinando in una squallida vicende di vendite all’estero di prodotti della Finmeccanica, tra corruzione e mazzette.

Lo conoscevano tutti nel mondo, il nostro premier, che si comportava come l’ultino dei piazzisti, un venditore chiacchierone, che pensava solo alla sua provvigione.

Oggi possiamo affermare con forza che siamo stati Governati da un evasore fiscale, coinvolto in loschi affari, che si divertiva con ragazzine che pagava profumatamente.

Se gli italiani sono stanchi della politica, la prima cosa che debbono fare è quella di passarsi una mano sulla coscienza e promettere a se stessi di non credere più ad un ricco, perché anche loro rubano e molto, spesso sono i capi della banda di ladri che infestano questo paese.

 

 

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di Raffaele Pirozzi
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