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Anci Campania: nuova emergenza rifiuti


Anci Campania: nuova emergenza rifiuti
08/10/2010, 14:10


NAPOLI - Il Presidente dell’ANCI CAMPANIA e i Segretari Regionali di CGIL FP- CISL FIT- UILTRASPORTI- FIADEL si sono incontrati per esaminare la crisi del ciclo dei rifiuti che interessa di nuovo la nostra Regione. Dall’incontro è emersa la evidente difficoltà che la regione attraversa per la carenza delle infrastrutture industriali: il Termovalorizzatore di Acerra lavora a un terzo delle potenzialità, i Termovalorizzatori di Napoli EST e Salerno sono ancora una chimera, mancano impianti di compostaggio per il trattamento della frazione umida che viene smaltita a costi altissimi fuori regione, gli STIR per il trattamento – separazione dei rifiuti sono vetusti e necessari di ammodernamento e le discariche sono ormai prossime alla saturazione.
Questo grave scenario, contraddicendo quanti ancora tentano di nasconderlo, apre palesemente una nuova emergenza rifiuti in Campania.
La legge 26/2010 che doveva segnare la fine dell’emergenza “d’ufficio” si è rivelata inadeguata e confusa togliendo funzioni ai Comuni e passandole alle Province che, da circa dieci mesi sono praticamente inoperose e ne chiedono il rinvio.
Così come alle criticità già manifestatesi in passato oggi si sommano le problematiche condizioni finanziarie dei comuni che fanno fatica ad organizzare i servizi ed a sostenere l’avvio e l’incremento della Raccolta Differenziata determinante per ridurre la quantità di rifiuti da smaltire nelle discariche.
Proprio per la gravità della situazione per il Presidente ANCI Campania e le OO.SS. ritengono il problemaz rifiuti una priorità.Bisogna affrontare tutti insiemel’emergenza rifiuti, che da oltre quindici anni attanaglia la nostra Regione e cge richiede un grande scatto in avanti di tutta la classe dirigente per scongiurare ai cittadini della Campania queste ulteriori condizioni di invivibilità , arretratezza,disonore.
Per questo si chiede al Governo Nazionale di fornire gli strumenti necessari a partire da una legislazione coerente con il dettato costituzionale ed omogenea con il resto del paese; alla Regione di elaborare il Piano Regionale del Ciclo dei Rifiuti che preveda gli impianti necessari a garantirne il ciclo integrato e sostenga concretamente i comuni nel rilancio della Raccolta Differenziata a partire dalla erogazione dei fondi all’uopo deliberati. Su questo strumento strategico la Regione deve confrontarsi in sedi responsabili e pubbliche con i soggetti interessati a cominciare dai comuni e dalle oo.ss.. Prima questo avverra’ e meglio sara’ per tutti.
Per le OO.SS. in tale contesto i lavoratori addetti al ciclo dei rifiuti sono consapevoli di essere una importante risorsa in grado di aiutare e sostenere il cambiamento e la riorganizzazione dei servizi e, pertanto, vanno costruiti piani industriali innovativi ed efficaci basati sulla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali in un rigoroso quadro di legalita’,trasparenza,rispetto dei diritti.

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di Redazione
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