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ANCORA 5 MORTI SUL LAVORO


ANCORA 5 MORTI SUL LAVORO
09/12/2008, 21:12

Si allunga di un altro capitolo, l'ennesimo, il libro nero delle morti sul lavoro in Italia. A quattro giorni dal primo anniversario del rogo della ThyssenKrup di Torino, il Paese torna ad aggiornare un bollettino sempre piu' simile, sinistramente, a quello di una guerra.

Sono cinque le persone ad aver perso la vita - due nel bergamasco, una nel pavese, una nel bellunese ed una vicino a Rieti - mentre altre cinque sono rimaste ferite, una, nel riminese, in modo grave.

Operai come Sergio Riva, 20 anni, morto nella notte in un incidente alla Tenaris di Dalmine, in provincia di Bergamo: l'uomo e' stato travolto, intorno all'1.30 della scorsa notte, da un pesante cilindro d'acciaio del peso di circa una tonnellata mentre, insieme ad un collega, stava lavorando ad un macchinario che produce tubi. Su disposizione della magistratura i Carabinieri hanno sequestrato l'area del laminatoio Expander, dove e' avvenuto l'incidente. Riva - inserito in azienda da circa un anno come lavoratore interinale, da poco tempo il suo contratto di lavoro era stato prorogato per altri 6 mesi - viveva a Spirano insieme ai genitori e a due fratelli di 15 e 18 anni, entrambi seminaristi.

Giovanissimo - 21 anni, solo uno in piu' dell'operaio bergamasco - anche Cesare Bertelli, residente a Balossa Biglia nel pavese, morto questa mattina, poco prima delle 8, mentre era al lavoro in una cava di ghiaia alla frazione Torretta di Galliavola. Il ragazzo e' stato schiacciato dal cassone di un camion, impiegato per trasportare sabbia e ghiaia, che stava sottoponendo a una piccola manutenzione e, per questo, era salito sul pianale del mezzo pesante, dopo aver sistemato il cassone in posizione verticale. Il cassone e' pero' scivolato e per il giovane operaio non c'e' stato scampo.

Ancora nel bergamasco, ha perso la vita - nel pomeriggio - un sommozzatore che lavorava nel fiume Brembo, a San Pellegrino, nei pressi della diga insieme ad altri due colleghi. L'uomo sarebbe stato colto da un improvviso malore mentre era immerso nelle acque del fiume, forse a causa della temperatura particolarmente rigida. Portato a riva dai colleghi, nonostante un tentativo di rianimazione, l'uomo e' morto poco dopo.

Veneta, invece, la quarta vittima degli incidenti sul lavoro. P.F., operaio di 37 di Trichiana - nel bellunese - e' morto mentre partecipava alla costruzione di uno spazio industriale per la realizzazione di precompressi, a Santa Giustina, sempre in provincia di Belluno. L'uomo sarebbe stato schiacciato da una paratoia di acciaio del peso di varie tonnellate del tipo usato per il contenimento di grandi gettate di cemento.

Ad Amatrice, in provincia di Rieti, un operaio e' morto e due sono rimasti feriti sepolti dal terreno mentre stavano lavorando in un pozzo per l'allaccio alla rete fognaria di un'abitazione privata. Il cantiere e' stato posto sotto sequestro. Lo scavo, profondo cinque metri e largo quattro - e' crollato sugli operai, seppellendoli. I vigili del fuoco hanno recuperato i due feriti, uno in maniera grave, mentre per il terzo non c'e' stato nulla da fare.

 In una giornata nerissima per il mondo del lavoro, gravemente ferite anche altre tre persone. Intorno alle 10 a Bellaria Igea Marina, nel riminese, Sandro Occhineri, 21 anni originario di Lecce, e' finito all'interno di una betoniera mentre stava lavorando con una piccola escavatrice Bobcat. La macchina impastatrice del cemento gli ha provocato gravissime ferite: portato all'ospedale Infermi di Rimini, l'uomo e' stato sottoposto ad una operazione chirurgica per cercare di salvargli la vita e le gambe.

Un operaio di 60 anni e' stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni, a Brescia, dopo essere caduto dal tetto di un capannone alto circa sei metri mentre in mattinata un operaio senegalese di 39 anni e' rimasto ferito a Scanzorosciate nel bergamasco: l'uomo, cui e' caduto addosso un pesante macchinario, rischia l'amputazione di un dito.

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di Fabrizio Pirone
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