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Viveva nella colonia cristiana di Faisalabad

Ancora orrore in Pakistan, 11enne torturato e poi ucciso

Si teme si tratti di un omicidio per odio religioso

Ancora orrore in Pakistan, 11enne torturato e poi ucciso
24/08/2012, 10:58

PAKISTAN – Ancora orrori in Pakistan, ancora casi inquietanti che vedono protagonisti i bambini. Dopo Rimsha, la piccola cristiana  affetta da sindrome down e accusata di blasfemia, viene alla luce anche la storia di Samuel. Anche lui cristiano pakistano e solo 11enne: viveva nella colonia cristiana di Faisalabad, città della provincia del Punjab. Si usiamo il passato, perché il piccolo è stato ucciso dopo essere stato torturato in modo brutale. E' successo alla vigilia del 20 agosto: Samuel è uscito per andare al mercato e non è più tornato a casa.

Secondo la stampa locale, i parenti hanno dichiarato che il corpo senza vita del loro piccolo è stato trovato nei pressi di uno degli scarichi della colonia cristiana. Difficile il riconoscimento del cadavere: labbra, naso e la pancia dell’11enne sono stati tagliati e il suo corpo è stato bruciato senza pietà. Il riconoscimento, però, è stato possibile ugualmente grazie ad  un segno che Samuel aveva sulla fronte.

La polizia pakistana ha ordinato l'autopsia. Intanto gli abitanti della colonia cristiana insieme alla famiglia della giovane vittima hanno organizzato una protesta, chiedendo l'arresto degli assassini Asia Bibi, madre di Samuel, ha informato la polizia che la sua famiglia non aveva nessuna inimicizia con le persone nella zona e di non aver ricevuto alcuna telefonata a scopo di estorsione. Intanto il presidente pakistano, Asif Ali Zardari, ha chiesto al ministero dell'Interno di indagare sull'incidente e fornire protezione ai cristiani.

Arrivano, invece, buone notizie per Rimsha, attualmente in carcere con l'accusa di blasfemia per aver oltraggiato il Corano: sarà rimessa in libertà dietro cauzione il 28 agosto. A dichiararlo è stato Xavier P. William, attivista cristiano e leader di Life for All. “La ragazza - ha sottolineato - è innocente. Abbiamo presentato un ricorso al tribunale e dovrebbe essere sicuramente liberata dietro cauzione”. 

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di Rossella Marino
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