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Ancora sangue sulle strade dell’isola Verde


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Ancora sangue sulle strade dell’isola Verde
11/03/2013, 11:19

Ancora sangue sulle strade dell’isola Verde.  Ancora una vittima sulla variante esterna del Comune di Ischia meglio conosciuta come la strada della morte. Si tratta di un giovane di ventitre anni. L’auto sulla quale viaggiava al lato passeggero, probabilmente a causa dell’alta velocità è uscita fuori strada impattando con la ringhiera di protezione che è stata divelta dall’urto. Agghiacciante la dinamica della morte del giovane ischitano sbalzato fuori dall’automobile e finito sul tetto di una casa sottostante la strada. La nuova tragedia del sabato sera ha inevitabilmente riportato al centro del dibattito la pericolosità delle strade isolane, l’alta velocità e l’esuberanza dei nostri figli che stiamo allevando in una società consumistica e disumana in cui la vita appare sempre più come un qualcosa senza valore e che si può tranquillamente  gettare via in qualsiasi momento mettendola a rischio bevendo alcol, consumando stupefacenti o cercando il “brivido” di una corsa in auto o in sella ad una moto. E in tal senso sono tanti i commenti che in queste ore si susseguono sui social network. “Ragazzi, scrive Lia, pensateci in tempo, non aspettate sempre eventi tristi e irreparabili come questo. Sulla strada andate piano, soprattutto se non siete in pieno vigore fisico-mentale perché basta un attimo per bruciare una vita. Siete la nostra forza, non ci mostrate che abbiamo fallito crescendo una generazione senza autocontrollo”. “Si lotta, si combatte, ci si sacrifica x affrontare la vita – scrive Giovan Giueppe – e alla fine interessi, soldi e speculazioni fanno si che la vita sia l' ultima cosa da tenere in considerazione, perché a fronte di tutti gli altri interessi la vita umana non vale più nulla!! Intanto un'altra giovane vita si è spenta tra il solito clamore del momento, ma fra qualche giorno quando le luci si spegneranno, rimarrà acceso solo il dolore di una famiglia che piange la scomparsa di un bravo ragazzo di soli 23 anni!! Facciamo tutti in modo che Alfredo non sia morto invano!!! Antonio, medico del 118 che negli anni ha visto morti e feriti sulle strade isolane tutti giovanissimi,  esprime così la sua rabbia: “Il popolo di Ischia e' sempre fermo, stupido come tutti gli italiani a non reagire contro il male che affligge l’Isola: la droga, la delinquenza, i furti, i venditori di schifezze, eccetera eccetera. Tutti fermi a guardare cosa decidono di noi i politici locali e nazionali, senza mai alzare la voce contro una casa abbattuta a una madre con tre figli o contro le ingiustizie - tranne qualcuno definito stupido come Gennaro Savio che è un gran signore nel segnalare tutto -. Noi siamo gli assassini di questi ragazzi non la strada, le moto, o altro”. E poi c’è chi come Nicola punta l’indice sulla pericolosità della variante esterna così come abbiamo fatto spesso e purtroppo inutilmente attraverso i nostri servizi giornalistici.  “Una cosa però è nettamente chiara – scrive Nicola - delle semplici e basse ringhiere non sono e non saranno mai utili in quel posto, e se la prossima volta vola un camion? Può una semplice ringhiera attutire colpi del genere? Le case che sono sotto la strada saranno sempre in pericolo. La variante esterna ha bisogno di tutor per la velocità e guard-rail con rete per la sicurezza di tutti”. Sulla stessa lunghezza d’onda è Francesco che non nasconde il suo pessimismo affermando: “Tra becere risse da bar ed ennesime stragi del sabato sera, non so davvero più cosa pensare. Sarebbe l'ora di prendere dei provvedimenti seri e definitivi. Ma si sa, in questo paese neppure quando ci scappa il morto si risolve qualcosa”. Ed è effettivamente impossibile dare torto a Francesco. Come i nostri telespettatori ricorderanno, la sera di sabato 8 dicembre 2012 sulla strada che costeggia il porto di Casmicciola, Nicolae Savu, cittadino rumeno di quarantuno anni, morì dopo aver perso il controllo dello scooter in una delle buche che costellano quel selciato.  Ebbene, da allora sono trascorsi tre mesi e il lungomare-gruviera di Casamicciola continua ancora vergognosamente a rappresentare un pericolo di morte per pedoni e automobilisti. E allora tutti insieme facciamo in modo che almeno questa volta non risulti vana la morte di Alfredo. Si mettano in sicurezza le strade, si sensibilizzino i nostri figli alla sicurezza stradale già a partire dalle scuole elementari, si abbandoni la devianza sociale e morale a cui ci ha portato il consumismo sfrenato di questa società capitalistica infame dove regnano sovrani affarismo e ingiustizie e si ritorni finalmente a dare valore e rispetto alla vita umana: solo così riusciremo a fermare la strage di giovani innocenti colpevoli solo di essere figli di una società dannata e disumana.

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di Gennaro Savio
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