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La circolare, datata 14/12, priva le scuole di 1 miliardo

Ancora tagli ai bilanci scolastici, i sindacati insorgono


Ancora tagli ai bilanci scolastici, i sindacati insorgono
22/01/2010, 16:01

ROMA - Ancora tagli alla scuola, da parte del Ministero: in questa breve frase si può sintetizzare la circolare del 14 dicembre scorso, che riguarda le risorse assegnate alle scuole per il 2010. Infatti il Ministero ha deciso di congelare oltre un miliardo di euro che le scuole hanno di crediti, nei confrontio del Ministero dell'Istruzione per spese già anticipate e che devono essere rimborsate; inoltre ha stabilito una riduzione del 25% del budget per le spese di pulizia dei locali che vengono affidate alle ditte esterne. Queste misure, insieme alle altre meno appariscenti, si traducono in una riduzione delle disponibilità economiche delle scuole, che avranno meno soldi anche per pagare le supplenze dei docenti o per comprare la cancelleria. Inoltre questa riduzione fa a pugni con l'aumento, riservato agli insegnanti di religione, di oltre 200 euro al mese che ci sarà da maggio in poi, come stabilito da un decreto del Ministero delle Finanze.
La notizia ha provocato la reazione dei sindacati, mai così uniti. La Cisl Scuola per esempio ha dichiarato: "Le nostre scuole  sono ancora una volta costrette a fare i conti con una drammatica mancanza di risorse. La nota/circolare inviata dal Miur lo scorso 14 dicembre  ha un unico pregio: quello di restituire, con evidenza quasi fotografica, l'immagine desolante delle difficoltà che ancora una volta segnano la gestione delle istituzioni scolastiche; difficoltà per le quali non è prospettata, né si intravede, alcuna soluzione". La Cgil è ancora più dura, parlando di una decisione del Ministero che obbliga le scuole
"ad agire nell'opacità, senza trasparenza eludendo la veridicità dei dati e a violare i vincoli giuridici ed etici che debbono contraddistinguere le gestioni pubbliche dello stato. Le scuole non possono stare al gioco di chi vuole mettere a soqquadro la scuola pubblica obbligando i genitori a finanziarla per intero".

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di Antonio Rispoli
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