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Guardia di finanza: eseguiti arresti e perquisizioni

ANM nella bufera: in manette funzionari e sindacalisti

Mazzette e "regali": orologi e telefoni in cambio di favori

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ANM nella bufera: in manette funzionari e sindacalisti
17/05/2011, 14:05

La Guardia di finanza ha eseguito una serie di arresti e perquisizioni nei confronti di funzionari dell'azienda dei trasporti di Napoli e di sindacalisti del settore, che in cambio di mazzette avrebbero favorito assunzioni e trasferimenti di autisti. L'operazione, partita dalle prime ore del mattino, è condotta dai finanzieri del comando provinciale di Napoli su delega della Procura e coinvolge diversi soggetti dell'Azienda napoletana mobilità (Anm). I sindacalisti e i dirigenti, secondo l'accusa, hanno consentito assunzioni illecite e trasferimenti di personale in cambio di mazzette e regalie varie. Ma non solo: la Guardia di finanza avrebbe accertato che i funzionari infedeli avrebbero autorizzato indebitamente il pagamento di somme di denaro per esodi incentivati a dipendenti vicini alla pensione o addirittura già morti. Sono accusati anche di associazione a delinquere i funzionari dell'Azienda napoletana mobilità e i sindacalisti del settore trasporti arrestati questa mattina a Napoli nell'ambito di un'operazione della Guardia di finanza. Agli indagati sono inoltre contestati, a vario titolo, i reati di concussione e peculato. Oltre a pretendere somme di denaro e regali di valore per concedere il trasferimento da altre aziende di trasporto a quella napoletana, dirigenti e sindacalisti dell'Anm coinvolti nell'inchiesta che ha portato oggi a due arresti e a una serie di perquisizioni in varie regioni italiane assegnavano incentivi per il pensionamento
anticipato a dipendenti deceduti, intascando loro stessi il denaro. Si evince dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Paola Russo su richiesta del pm Giancarlo Novelli. Gli indagati sono in tutto otto; per due, Sabato Carotenuto, ex direttore del personale dell'azienda, e Vincenzo Colimoro, dipendente dell'Anm e sindacalista Uil, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. Altri due, Carmine Simeone, dipendente Anm e sindacalista Cisl e Roberto Pastena, dipendente e sindacalista Uil, hanno invece l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. L'inchiesta, avviata dopo una denuncia del consigliere comunale del Pdl, Ciro Signoriello, ha accertato numerose irregolarità nei trasferimenti incrociati di dipendenti, consentiti da una norma ora abrogata, da un'azienda di trasporto a un'altra. Dipendenti di aziende del nord Italia risultavano avere fatto richiesta di trasferimento a Napoli: molto spesso però i documenti erano falsi e le persone non erano dipendenti di alcuna azienda di trasporto; di conseguenza venivano assunte, e non trasferite all'Anm. Altrettanto falsi erano i documenti che attestavano, in cambio dei nuovi ingressi, altrettanti esodi verso altre aziende. Un altro sistema ampiamente praticato era trasferire al nord dipendenti prossimi alla pensione, che non prendevano mai servizio perché risultavano in malattia. Nell'inchiesta sull'Azienda napoletana di mobilità sono state decisive le intercettazioni. In una conversazione con un collaboratore, una funzionaria dell'azienda parla del comportamento dei colleghi: "Tutti, tutti, tutti sapevano tutto. Tutti hanno avuto i favori, tutti hanno avuto tutto di tutto, per quei cambi, per gli incentivi. Dovrebbero vergognarsi per quello che hanno combinato a quell'azienda. Milioni di euro buttati nel cesso, altro che danni". Nella stessa telefonata il collaboratore replica: "Che erano illegali, tu gliel'hai ripetuto (a Carotenuto, ndr) varie volte; alla fine ti sei rotta le p... nel 2008 e glieli hai sbattuti in faccia e non hai voluto neanche vederli più. Tu hai fatto un casino, ti sei incazzata, ti sei rifiutata in tutti i modi, alla fine hai dovuto cedere tutto". Ulteriori elementi di accusa arrivano dalle testimonianze dei lavoratori che, per ottenere i falsi trasferimenti, hanno pagato bustarelle da migliaia di euro ai sindacalisti". Racconta per esempio Francesco M.: "Il Simeone mi ha fatto capire sin dall'inizio della procedura di cambio, con la signora P., che se volevo ottenere il mio obiettivo l'unico modo era corrispondere una somma di denaro sia all'interessata che a lui medesimo. Visto il mio stato psicologico di soggezione dovuta alla mia annosa attività lavorativa svolta in condizioni disagiate a Roma, non ho potuto fare altro che soggiacere. Simeone chiese anche a mio padre di corrispondere, oltre alla cifra prima indicata alla signora P. (10.000 euro, ndr) anche una cifra di 500 euro per se medesimo, oltre a una videocamera e al pagamento di una cena cui parteciparono anche un'altra decina di componenti del sindacato Cisl di Napoli". Saputo dell'inchiesta in corso, Simeone telefonò a Francesco M. raccomandandogli di tacere nel caso in cui fosse stato interrogato. Questo invece il racconto di un altro dipendente, Pasquale M.: "Colimoro mi riferì che per poter avere il tanto desiderato trasferimento e per sbloccare la pratica avrei dovuto fare un regalo, e nello specifico euro 10.000 da consegnare a lui e un paio di regalini da destinare al suo superiore e a un dirigente dell'azienda che stava curando il cambio. Consegnai la somma in banconote di vario taglio, contenute tutte insieme in una busta di carta, unitamente a un cellulare la cui marca e modello mi furono indicati sempre da Colimoro ma che non ricordo, e a un bracciale d'oro". Le condotte degli indagati per le illecite assunzioni all'azienda napoletana di trasporto  pubblico sono state "in assoluto dispregio della legge e con manifestazione di sprezzante impunità", mentre gli illeciti potrebbero essere molto più numerosi di quelli attualmente contestati: lo scrive il gip Paola Russo nel paragrafo dell'ordinanza dedicato alla motivazione delle esigenze cautelari.  "I fatti in esame - sottolinea il giudice - sono permeati da assoluta gravità. Ciò vale anche rispetto a quelle condotte concussive risalenti nel tempo, specie ove si consideri che, al di là degli episodi contestati, numerosissime sono le pratiche sospette segnalate nell'informativa e copiose le dichiarazioni acquisite, idonee a delineare un capillare e radicato potere di ingerenza ed un uso assolutamente distorto dei poteri e delle qualità". Tra le aziende di trasporto i cui dipendenti risultavano, spesso grazie a documenti falsi (e in modo ignaro per le stesse imprese), trasferiti all'Anm di Napoli ci sono la Sita di Roma, l'Ataf di Firenze, l'Atcm di Modena e la Caronte di Messina.

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di Redazione
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