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Anniversario Chernobyl, Comitati Astensione: "rispetto per le vittime"


Anniversario Chernobyl, Comitati Astensione: 'rispetto per le vittime'
26/04/2011, 15:04

Il 26 aprile 1986 esplode il reattore della Centrale nucleare V.I. Lenin di Černobyl. “Dopo quell’incidente, l’Italia fu l’unico Paese avanzato”, ricorda Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente e Portavoce dei Comitati dell’Astensione, “a rinunciare al nucleare ed oggi ne paga le conseguenze economiche, poiché nella nostra Penisola l’energia costa oltre il 40% in più”. Dopo un quarto di secolo, su Černobyl insiste ancora un alto tasso di disinformazione: “Si trattò di un errore umano” continua Fimiani “se non di un vero e proprio esperimento folle: furono violati tutti i protocolli di sicurezza e non fu possibile controllare l’aumento della potenza del nocciolo del reattore numero 4 della centrale, causando la scissione dell'acqua di refrigerazione in idrogeno ed ossigeno ed il conseguente guasto del sistema di raffreddamento del reattore, il cui effetto finale fu una fortissima esplosione. Questa verità oggettiva è ancora sconosciuta alla gran parte della popolazione europea e soprattutto a quella italiana, che continua a ritenere, senza alcun motivo fondato ma solo sull’onda emozionale, ieri di Černobyl ed oggi di Fukushima, che il nucleare è pericoloso. Il ricordo delle vittime di Černobyl si impone in un religioso silenzio, ma è anche giusto ricordare che secondo le Agenzie ONU sono solo 65 le morti accertate conseguenti al disastro nucleare, mentre altri 4.000 sarebbero i casi solamente presunti: se tali numeri fossero quelli reali, e noi non abbiamo motivo per non crederlo, il nucleare si dimostrerebbe una volta di più un’energia pulita e sicura, oltre che economica, poiché anche le conseguenze di un eventuale incidente del settimo livello della Scala INES sarebbero estremamente contenute”.

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di Redazione
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