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Il leader dell'Idv:"celebrarlo è distorsione della realtà"

Anniversario morte Craxi, Napolitano subisce diffida da Di Pietro


Anniversario morte Craxi, Napolitano subisce diffida da Di Pietro
29/12/2009, 18:12

MILANO - Come era più che prevedibile, la notizia del classico walzer della riabilitazione totale post mortem di un personaggio dalle dubbie qualità morali ed etiche come Bobo Craxi, ha scatenato un vespaio furioso di reazioni anche molto violente all'interno del mondo politico.
Il primo a scagliarsi contro la decisione di Letizia Moratti di dedicare una strada all'ex Presidente del Consiglio morto in "esilio volontario" (i malpensanti parlano di latitanza) è il furente e caustico di Antonio di Pietro.
Il leader dell'Idv  ha infatti dichiarato a CNRmedia che, l'encomio prefigurato, rappresenta  "una distorsione della realta', attraverso tentativi di riabilitazione di una persona condannata per corruzione e illecito finanziamento ai partiti, responsabile di tanti debiti nelle casse dello Stato nella prima repubblica". Craxi è difatti una uomo che  "anche oggi continua a essere scambiato per una persona in esilio, in realta' era latitante". La frecciata a Berlusconi, poi, non si fa attendere; con l'ex pm che si lascia andare ad un eloquente parallelismo:"La differenza tra lui e il suo sodale e amico Berlusconi è che Craxi per sfuggire alla giustizia è scappato, Berlusconi invece è andato in Parlamento per farsi le leggi che gli servivano per non farsi processare o per non fare risultare i reati che aveva commesso. Con la giustizia non si fa guerra, semplicemente si risponde invece né lui né il suo successore lo hanno voluto fare".
Di Pietro, poi, non si dimostra accondiscentente nemmeno con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, avvertendo provocatoriamente che "se parteciperà a un ricordo su Craxi lo ricordi per quello che è stato: un politico, un presidente del Consiglio, un corrotto, un condannato, un latitante. Altrimenti non racconterebbe la verità nemmeno lui!
Anche il procuratore capo della Repubblica negli anni di Tangentopoli Saverio Borrelli interviene in maniera molto critica e dura nei confronti della proposta avanzata dal sindaco di Milano:"Trovo indecoroso ed offensivo intitolare una via, una piazza o qualunque cosa a un personaggio che è morto da latitante" commenta l'ex procuratore.
Sul fronte degli imbufaliti fa sentire la sua voce anche l'europarlamentare dell'Italia dei valori Luigi De Magistris che si rivolge in particolare a coloro che definiscono Craxi un grande statista meritevole di un degno ricordo.
"In merito alla figura di Craxi - spiega De Magistris - la difesa del centrodestra si riduce ad un castello di sabbia pronto a sgretolarsi al vento limpido della Storia. Soprattutto quella giudiziaria, che lo ha immortalato con una sentenza passata in giudicato come un politico corrotto".

LE REAZIONI DEL PDL
Dopo aver dimostrato la sua enorme gratitudine alla Moratti, il "figlio d'arte" Bobo Craxi parla di suo padre come di un uomo che "fu di gran lunga superiore alle cose negative attribuitegli"  e non si risparmia una risposta piccata Saverio Borrelli:"si può mettere il cuore in pace - conclude infatti Craxy junior - a lui dedicheranno il Teatro alla Scala, ma spero più in là, nel tempo".
I vari rappresentanti del Popolo delle libertà lasciano esplodere tutto il loro senso di scandalo che, ovviamente, è rivolto in particolar modo all'eterno nemico Antonio Di Pietro. Per il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto il leader Idv dimostra inesorabilmente che "nel nostro sistema politico e mediatico un grumo di inciviltà, di odio, di rozzezza del quale l’ex Pm e il suo partito sono la punta dell'iceberg. Di Pietro è il portavoce di un network che ha capacità di fuoco che non può essere sottovalutata" Quel "network" che ossessivamente si ricollega al "social" e che tanta preoccupazione causa ultimamente alla maggioranza. Infastidito dalle dichiarazioni dell'ex Pm è anche il portavoce del Pdl Daniele Capezzone che, seguendo Cicchitto, si rivolge ai rappresentanti del Partito democratico e dichiara:“È interessante sapere se e cosa abbiano da dire i dirigenti del Pd sugli insulti che anche oggi Di Pietro ha scagliato contro la memoria di Bettino Craxi. Mi rivolgo, in particolare, agli uomini e alle donne del Pd che vengono dall`ex Pci, e che proprio grazie a un atto di generosità politica di Craxi ebbero accesso alle organizzazioni del socialismo internazionale".
Parla addirittura di "grande statista e grande patriota" Margherita Boniver; deputato Pdl e presidente del Comitato Schengen. Secondo la Boniver, l'ex capostipite del Psi è stato vittima di un azione denigratoria che rappresenta “la quinta essenza del giustizialismo più barbaro che ha in Di Pietro il suo epigono" Anche il vicepresidente della commissione Trasporti e Comunicazione Luca Barbareschi ha dichiarato qualcosa ma riteniamo di aver già violentato bastevolmente lo stomaco dei lettori che conoscono un minimo di storia, di politica e di storia della politica. Inoltre, riportare le dichiarazion dell'ex conduttore televisivo, rappresenterebbe sicuramente la quint'essenza della ripetitività (e non diciamo di cos'altro).

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di Germano Milite
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