Cronaca / Giudiziaria

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Così il presidente della Corte d'Appello di Milano

Anno giudiziario, Canzio: "Toghe alla gogna"

Pesano i processi sul caso Ruby e la vicenda Mediaset

Anno giudiziario, Canzio: 'Toghe alla gogna'
25/01/2014, 11:54

MILANO - Inaugurazione dell’anno giudiziario a tinte forti. “Agli attacchi personali, al dileggio strumentale, talora alla infamante gogna mediatica e alle minacce cui sono stati sottoposti, i giudici hanno saputo rispondere usando le armi della imparzialità”. Così, il presidente della Corte d'Appello di Milano Giovanni Canzio, in una relazione.
In tale relazione, Canzio ha voluto dedicare alcuni passaggi ai giudici milanesi. “Sono stati oggetto di sommarie e ingiuste accuse di parzialità e di mancata serenità di giudizio, solo perché funzionalmente investiti della definizione di taluni procedimenti a forte sovraesposizione mediatica, per lo spiccato rilievo politico e sociale che li caratterizzava". L'anno scorso a Milano tra i vari processi che sono stati celebrati si ricordano quello sul caso Ruby e quello per la vicenda Mediaset.
“Nella realtà milanese - spiega il magistrato - l'affidamento ordinario in prova al servizio sociale - chiesto anche dall'ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi dopo la condanna a 4 anni di reclusione al termine del processo Mediaset - rappresenta la misura maggiormente accolta con 1.241 concessioni a fronte di 2.505 decisioni”.
Parole di apprezzamento e gratitudine quelle rivolte da Canzio ai giudici “per il profondo senso del dovere e di appartenenza all'istituzione dimostrato e perché alle immotivate censure, agli attacchi personali, al dileggio strumentale, talora la infamante gogna mediatica e alle minacce cui sono stati sottoposti (...) hanno saputo rispondere con sobrietà, umiltà e riservatezza, adoperando le armi della giurisdizione e continuando a giudicare con imparzialità al solo servizio della giustizia e dello Stato". 

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di Redazione
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