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I comitati di Napoli ricevuti dalla commissione Ambiente

Antenne abusive ed inquinamento: summit al Comune


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Antenne abusive ed inquinamento: summit al Comune
18/11/2009, 12:11

NAPOLI - Summit al Municipio di Napoli. Riunione congiunta della commissione e del dipartimento Ambiente con i comitati civici. Ripetitori ed antenne abusive, emissioni di onde oltre il limite consentito dalla legge, l’inquinamento elettromagnetico, i morti di tumore e la camorra a lucrare. La zona collinare di Napoli, in particolare quella dei Camaldoli, è da anni in ginocchio a causa dei ripetitori illegali. Soprattutto antenne di emittenti radiotelevisive. Delle sessantasette in attività solo un impianto, quello americano, è in regola con i livelli di emissione e le autorizzazioni. Il resto è tutto fuorilegge. Una sacca di illegalità sfuggita per troppi anni dalle mani dello Stato e gestita dalla criminalità organizzata. Una giungla con leggi e consuetudini proprie. Un sistema complesso, spinoso, caratterizzato da una fitta rete di coperture istituzionali, a tutti i livelli, che si intreccia con gli interessi della criminalità organizzata. L’inchiesta della magistratura prosegue a ritmo serrato mentre al Comune di Napoli il presidente della commissione Ambiente, Carlo Migliaccio, ha recepito le istanze dei residenti dei Camaldoli ed ha deciso di vederci chiaro. Proprio stamattina, alle ore 11, a “Palazzo San Giacomo”, Migliaccio ha convocato una riunione congiunta del Dipartimento Ambiente e della commissione proprio sul tema dei ripetitori abusivi e dell’inquinamento elettromagnetico. Tra gli altri, è intervenuto Antonio Varriale, presidente del comitato “Agnolella-Camaldoli”, il quale ha chiesto “un intervento rapido e deciso della magistratura per tutelare la salute dei cittadini e ripristinare la legalità in un’area ed in un settore dominato dai clan della camorra”.
Infatti, da un ampio dossier redatto da alcune associazioni di consumatori operanti sul territorio emerge che “lo scandalo è di dimensioni enormi visto che si tratta di frequenze illegittime operanti grazie a documentazioni fasulle”. Nessuno deve ribellarsi. Nessuno per anni si è ribellato. Si rischiava e si rischia grosso. La gente, però, non ce la fa più ed ha deciso di organizzarsi. Attraverso la mobilitazione di massa si tenta di accendere i riflettori sull’inquietante questione. All’appello mancano le istituzioni. Migliaccio ha richiesto al ministero delle Comunicazioni tutti gli incartamenti che riguardano gli impianti e i ripetitori delle emittenti televisive. Ma nonostante si tratti di una materia delicata, con un giro di denaro sporco che rimpingua ogni anno i bilanci della camorra, si procede a rilento e la commissione Ambiente del Municipio non ha ancora ricevuto nessun incartamento. Ecco perché, lo stesso Migliaccio (nell’intervista rilasciata a Julienews e Julie Italia nel video allegato all’articolo, ndr), ha invocato “l’intervento della magistratura per tutelare i residenti e ripristinare la legalità”.

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di Redazione
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