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Per la prima volta un organo ufficiale censura l'Auditel

Antitrust: Auditel gonfia i dati a vantaggio di Rai e Mediaset


Antitrust: Auditel gonfia i dati a vantaggio di Rai e Mediaset
06/12/2011, 09:12

ROMA - E' una condanna senza appello, quella contenuta nel rapporto che l'Antitrust sta per pubblicare. Tutto inizio da un esposto presentato da Sky nel 2009. Due anni di indagini hanno permesso di appurare gravi comportamenti scorretti da parte dell'Auditel, la società che si occupa di rilevare la quantità di spettatori di ogni programma.
Secondo l'Antitrust, per quasi un anno - tra l'autunno 2009 e l'autunno 2010 - Auditel non ha pubblicato i dati per "ciscun canale e qualsiasi piattaforma televisiva", limitandosi a riportare solo i dati della Tv. Un comportamento che ha danneggiato ovviamente la Tv satellitare, che è in espansione costante. Così come ha danneggiato Sky la differente valutazione della base: per la Tv satellitare parliamo di persone che hanno la Tv e l'antenna adatta; per la TV generalista di tutta la popolazione italiana, anche di chi non ha il televisore. Un comportamento che ha portato a gonfiare il numero di spettatori di ciascun programma, a tutto vantaggio di Rai e Mediaset.
Questi comportamenti sono stati censurati soprattutto per le loro conseguenze: è sulla base dei dati Auditel che le Tv vendono i loro inserti pubblicitari; se questi sono alterati a favore di un concorrente, l'altro ne viene danneggiato. D'altronde, come è immaginabile un comportamento diverso, da parte di una società che è di proprietà di Rai per il 33% e di Mediaset per il 26,67%?
Il rapporto è stato inviato all'Authority per le telecomunicazioni, che l'ha restituita con un parere che edulcora molto la sostanza dell'atto. Viene confermato il comportamento sbagliato a proposito della rilevazione nella base Auditel di chi non ha la TV, ma giustifica il fatto che per un anno non siano stati diffusi i dati divisi per piattaforma, affermando che rischiava di creare un errore metodologico. Ma si tratta di un parere molto discusso, dato che hanno votato a favore solo 5 degli otto membri dell'Authority

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di Antonio Rispoli
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