Cronaca / Sangue

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Era la mandante del delitto mancato

Anziani aggrediti ad Anacapri, arrestata la figlia

L'autore del gesto un 51enne, ex collaboratore della donna

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Anziani aggrediti ad Anacapri, arrestata la figlia
26/07/2012, 14:32

Una botta alla testa, con la chiave inglese. Poi un colpo con le forbici alla gola. La fuga verso Roma, con la convinzione di aver portato a termine il delitto perfetto. Non l’ha fatta franca Massimo Fraleone, 51 anni, arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata in seguito alle indagini sull’aggressione ad una coppia di anziani coniugi di Anacapri. L’uomo era arrivato pochi giorni fa in Campania, con un aliscafo, e nel giro di 24ore aveva compiuto il folle gesto su ordine di un’inattesa mandante: la figlia dei due coniugi. Di Gaia Angela Ruocco, 38 anni di origini vietnamite ma adottata dalla coppia, l’omicida era follemente innamorato e disposto a rispondere ai suoi comandi. Anche quando la donna, divorziata con due figlie di 3 e 12 anni, gli aveva chiesto di uccidere i suoi genitori adottivi. Anche quando, una volta saputo delle indagini dei carabinieri sul suo conto, gli ha imposto di consegnarsi personalmente in caserma come reo confesso. Così ha fatto Fraleone, sui cui passi i militari dell’arma si erano lanciati grazie alle testimonianze delle due vittime, che sono ancora in vita, anche se restano in prognosi riservata. La donna, in particolare, viva per miracolo dopo un colpo di forbici alla gola, ha riconosciuto nel suo aggressore l’uomo che nel 2008 fu ospite in casa sua in compagnia della figlia. Un lampo di memoria necessario agli investigatori per risalire al 51enne romano, poi riconosciuto anche in alcuni video girati da telecamere di videosorveglianza. Fraleone, appassionato di telefilm gialli, è stato arrestato nel suo appartamento romano. Solo grazie a delle intercettazioni ambientali, però, si è riusciti a risalire anche alla mente della vile azione: la figlia dei coniugi, che al telefono ha in più occasioni imposto all’uomo di assumersi tutta la responsabilità del gesto. Da qui anche la possibilità, per gli investigatori, di risalire all’ipotetico movente del tentato omicidio. "Il movente non è ancora certo - spiega il capitano Alessandro Amadei, comandante del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata - ma crediamo riguardi la volontà della donna di mettere le mani sull'eredità dei genitori adottivi. Con la morte del padre avrebbe infatti ereditato tutto il patrimonio immobiliare, ma era stata tagliata fuori da quello della madre, che aveva deciso di lasciare tutto ai cugini della donna". Entrambi gli autori del folle gesto sono ora ritenuti responsabili di tentato omicidio plurimo. L’uomo è al carcere di Poggioreale, la donna a quello di Pozzuoli. 

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di Salvatore Formisano
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