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Appalti alla provincia di Salerno: altre strade fantasma dopo quella denunciata da Angelo Vassallo


Appalti alla provincia di Salerno: altre strade fantasma dopo quella denunciata da Angelo Vassallo
12/04/2012, 11:04

In data odierna, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal G.I.P. presso il Tribunale alla sede su richiesta della locale Procura nei confronti di un pubblico ufficiale della Provincia di Salerno, un imprenditore e due dipendenti di un istituto di credito, tesoriere dell’ente locale. Contestualmente sono state eseguite perquisizioni domiciliari e locali anche nei confronti di altri soggetti non destinatari del provvedimento restrittivo.
Le ipotesi di reato contestate sono quelle di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di peculato aggravato e continuato, falso ideologico continuato in atto pubblico relativamente alla mancata esecuzione di lavori pubblici appaltati dal citato Ente per la realizzazione di lavori in realtà mai eseguiti. Ai dipendenti dell’istituto di credito, l’ipotesa di reato contestata è quella di riciclaggio.
In particolare, le odierne attività hanno avuto origine dalle vicende relative alla mancata realizzazione della S.P. 108 Casalvelino Celso, già denunciata dall’allora Sindaco di Pollica Angelo VASSALLO e che aveva portato lo scorso anno all’esecuzione di misure cautelari personali e reali a carico di tre pubblici ufficiali e tre imprenditori.
Le successive indagini hanno dimostrato che sebbene formalmente estraneo al citato appalto, il reale dominus dello stesso era DI SARLI Luigi, noto imprenditore della zona, oggi destinatario della misura restrittiva. Inoltre, come già emerso nella prima fase dell’operazione GHOST ROADS, il meccanismo illecito di appropriazione di denaro pubblico era esteso anche ad altri appalti fantasma. In particolare, sono stati accertati ulteriori 12 casi di erogazione di denaro per un ammontare superiore a 1,5 milioni di euro per lavori pubblici della cui esecuzione non vi è traccia alcuna.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla predisposizione di mandati di pagamento emessi sulla base di determine di liquidazione false ed in assenza della contabilità pubblica prevista dalla legge per gli appalti. Mandati adottati dal Settore Finanziario dell’ente, con il ruolo determinante del funzionario preposto a tali adempimenti e destinatario della misura restrittiva. Per i medesimi fatti, è stata contestata a due cassieri dell’istituto di credito, la condotta di riciclaggio per aver proceduto al pagamento dei mandati di pagamento sistematicamente con denaro contante per importi elevati in favore del DI SARLI Luigi benché degli stessi fosse formalmente destinatario l’imprenditore Mario BAMONTE (già tratto in arresto lo scorso anno per la mancata esecuzione della S.P. 108 Casalvelino Celso) e per aver eluso dolosamente gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio.
La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata disposta nei confronti di un funzionario del Settore Finanziario della Provincia di Salerno; un imprenditore; un dipendente di un istituto di credito; ed un dipendente di un istituto di credito. Un altro soggetto è indagato a piede libero per il reato di favoreggiamento personale.
Sono stati, altresì, disposte a carico degli indagati misure cautelari di tipo reale. Nello specifico, sempre su richiesta della Procura, è stato disposto a carico degli arrestati e di altri due indagati il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. della somma di euro 1.544.000, corrispondente al profitto del reato di peculato ipotizzato, su tutti i conti correnti e rapporti di natura finanziaria riconducibili agli stessi.
Nei confronti del DI SARLI Luigi è stato disposto anche il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. della somma di euro 465.200 pari al profitto del reato di peculato per la mancata realizzazione della S.P. 108 Casalvelino Celso.
Inoltre, a seguito di capillare attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle finalizzata alla ricostruzione del patrimonio accumulato da parte del pubblico ufficiale e dell’imprenditore, è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca - di beni mobili ed immobili - ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 321 c.p.p. e 12 sexies L. 356/1992, attesa l’evidente sproporzione tra le fonti di reddito dichiarate e il patrimonio accumulato, situazione evidentemente non compatibile con lo status di dipendente pubblico.
La misura in argomento ha avuto ad oggetto tutti i beni nella loro disponibilità ed in quella del proprio nucleo familiare, e precisamente:
- 3 appartamenti di notevole valore commerciale in Salerno;
- un locale deposito in Salerno;
- un locale garage in Salerno;
- un immobile in Teggiano (SA);
- 2 locali uso ufficio e studi privati in Giffoni Valle Piana (SA)
- un locale garage in Giffoni Valle Piana (SA)
- un appartamento in Montecorice – località Capitello (SA) con annessi terreni;
- 3 autovetture ed 1 motociclo;
- somme di denaro giacenti su numerosi rapporti di natura finanziaria (c/c, libretti di deposito, deposito titoli) in corso di quantificazione.

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di Fabio Iacolare
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