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Cappellacci intercettato insieme a Verdini e Carboni

Appalti per l'eolico in Sardegna, indagato governatore Pdl


Appalti per l'eolico in Sardegna, indagato governatore Pdl
15/05/2010, 12:05

ROMA - Sembra non aver fine lo strascico d'illegalità e corruzione riscontrato nella gestione degli appalti nella penisola; dai G8 della Maddalena al terremoto in Abruzzo fino all'eolico in Sardegna, si allarga infatti la maglia di melma che imbriglia i rappresentati più influenti dell'attuale governo. Dopo Balducci, Bertolaso e Verdini, ora anche il governatore della sardo Ugo Cappellacci risulta iscritto nel registro degli indagati per quanto riguarda la gestione degli appalti per la costruzione di impianti eolici sull'isola.
Anche in questo caso, come per i precedenti, si tratterebbe di un poderoso giro di mazzette e di una generale e ramificato sistema di corruzione che avrebbe interessato buona parte del sistema amministrativo regioanel e nazionale. Coinvolti direttamente perchè intercettati in conversazioni che ne proverebbero la responsabilità diretta, anche uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl Denis Verdini, l'impreditore (da poco assolto dall'accusa d'omicidio del banchiere Roberto Calvi) Flavio Carboni e l'ex assessore pronvinciale Pinello Cossu
Ma chi è Ugo Cappellacci e quanto è coinvolto in quella che si prennuncia già come la nuova appaltopoli sarda? Figlio di Giuseppe, commercialista di Silvio Berlusconi che gestisce gli ingenti affari del Premier in Sardegna, il governatore ha vinto con buon margine le elezioni dell'anno trascorso e, appena ha appreso la notizia di essere indagato con la possibile accusa di corruzione, non si assolutamente distinto rispetto ai colleghi di partito lamentandosi subito di una "deprecabile bufera mediatica". Insomma, ancora una volta, la colpa sarebbe tutta dei soliti giornalisti-complottisti in vena di diffamazioni gratuite. Peccato che, la versione ufficiale data da Cappellacci riguardo il suo rapporto con Carboni, sia molto diversa non rispetto a quella raccontata da qualche cronista fantasioso ma, al contrario, in riferimento alle ricostruzioni effettuate dai carabinieri e dalla Procura di Roma.
Come si legge anche sul Corriere, difatti, nel 2009 Carboni avrebbe praticamente imposto a Verdini e allo stesso Cappellacci la nomina del suo amico Ignazio Farris come presidente dall'Arpas; potente Azienda regionale per la protezione dell’ambiente in terra isolana. Dopo il meeting con i due influenti politici, l'imprenditore ha visto accolta la propria pressante richiesta con Farris posizionato al vertice dell'Arpas. Senza tale nomina strategica, infatti, Carboni avrebbe minacciato: "Io non organizzo nulla".
Assicurato il proprio uomo di fiducia al posto desiderato, l'imprenditore faccendiere avrebbe con solerzia provveduto a "organizzare" ciò che andava organizzato; raccogliendo cioè diversi milioni di euro presso alcune imprese intenzionate a partecipare agli appalti per l'energia eolica in Sardegna. Il flusso di capitale è stato poi traferito nella banca del Credito cooperativo fiorentino della quale, come noto, è presidente proprio Verdini. L'ultima operanziocina sarebbe poi stata caretterizzata da una parte di quei fondi trasferiti direttamente sui conti della Ste, editrice del "Giornale della Toscana" ancora una volta strettamente riconducibile all'onnipresente coordinatore del Polo della libertà.
La banca di Verdini serviva dunque per mescolare e "dissimulare" i copiosi flussi di denaro generati dalle operazioni strategiche tra alte cariche politiche, imprenditori e traffichini al fine di pilotare, in ultimo, non solo gli affari ascrivibili alla gestione degli appalti per l'eolico ma anche altre attività redditizie. A tal proposito spicca il nome di un altro alto esponente del centrodestra attualmente governo: Marcello Dell'Utri, già condannato per 9 anni con l'accusa di concorso in associazione mafiosa, risulta infatti essere coinvolto anche nell'appaltopoli Sarda.

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di Germano Milite
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